Il futuro della panchina della Nazionale italiana resta al centro dell’attenzione. Dopo l’esonero di Luciano Spalletti, la FIGC si muove con cautela, ma i segnali indicano Rino Gattuso come principale candidato. L’idea è quella di costruire un nuovo ciclo partendo dal senso di appartenenza, inserendo figure che hanno scritto pagine indelebili della storia azzurra: Buffon, Bonucci e forse Barzagli.
La “linea azzurra” del 2006: identità e appartenenza
Il presidente federale Gabriele Gravina sta valutando con attenzione le opzioni sul tavolo. La più concreta, al momento, è quella che porta a Gattuso, affiancato da Gigi Buffon come capo-delegazione e Leonardo Bonucci nello staff tecnico. L’incontro tra Buffon e Gattuso nelle ultime ore ha consolidato questa ipotesi: per l’ex portiere, oggi dirigente federale, Rino è l’uomo giusto per ricostruire.
A completare il mosaico “mondiale”, si pensa anche ad Andrea Barzagli per un ruolo nell’Under 21, in un’ottica di rinnovata sinergia tra le selezioni giovanili e la Nazionale maggiore. L’idea è riportare in azzurro disciplina, cultura del lavoro e spirito di gruppo, qualità incarnate da chi quella maglia l’ha sempre rispettata.
L’alternativa tecnica: Tedesco e non solo
Mentre prende forma il progetto “azzurro”, non viene trascurata l’ipotesi di un tecnico straniero o d’esperienza internazionale. In queste ore è spuntato il nome di Domenico Tedesco, ex commissario tecnico del Belgio e già allenatore di Lipsia e Schalke 04. Nato in Calabria ma cresciuto in Germania, Tedesco rappresenta una via ibrida: competenza tattica e profilo internazionale, seppur con un curriculum non ancora consacrato a grandi livelli.
Accanto a lui restano suggestioni più teoriche: Rafa Benitez, recentemente esonerato dal Celta Vigo, è libero e conosce bene il calcio italiano, ma non avrebbe ancora ricevuto contatti ufficiali. Discorso simile per Roberto Mancini, che resta una figura divisiva dopo l’addio alla Nazionale, e per José Mourinho, legato al Fenerbahçe con un ingaggio da dieci milioni l’anno, cifra molto lontana dagli standard federali.
Abodi: “Non è solo questione di nomi”
Sul tema è intervenuto anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha sottolineato la necessità di una riflessione sistemica oltre il semplice cambio di guida tecnica. «Serve un approccio costruttivo e produttivo, nel rispetto di milioni di tifosi. Non è un incidente di percorso, ma una responsabilità collettiva», ha dichiarato. Un invito chiaro affinché la FIGC non si limiti a cercare un nome ma costruisca un progetto coerente.
Tempistiche e decisione finale
La scelta del nuovo ct potrebbe arrivare nel weekend o all’inizio della prossima settimana. La volontà di Gravina è di non affrettare la decisione, ma i segnali indicano che la pista Gattuso resta la più calda. La formula di un team tecnico composto da ex campioni del mondo, unita a un forte richiamo ai valori dell’azzurro, piace alla federazione e convince sul piano della comunicazione.


