Dopo aver conquistato il quarto scudetto della propria storia, il Napoli sogna in grande con Kevin De Bruyne, autentico fuoriclasse che arriva dal Manchester City con un palmarès da 19 trofei in nove stagioni e numeri da leggenda: 422 presenze, 108 gol, 177 assist. Il belga, a quasi 34 anni, ha scelto il Vesuvio per una nuova sfida, scrivendo un nuovo capitolo nella storia dei calciatori belgi in azzurro, tra successi clamorosi, meteore e idoli eterni. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.
Romelu Lukaku, il gigante ritrovato
Romelu Lukaku è stato l’acquisto più pesante dell’estate 2024. Fortemente voluto da Antonio Conte, già suo tecnico ai tempi dell’Inter, l’attaccante ha ripagato con una stagione da protagonista: 14 gol e 10 assist in 36 presenze di campionato. È riuscito nell’impresa mai centrata prima: una doppia-doppia in Serie A. Con il suo carisma e la sua presenza fisica ha conquistato pubblico e compagni, diventando uomo simbolo del secondo scudetto personale.
Cyril Ngonge, talento inespresso
Acquistato dall’Hellas Verona per 20 milioni di euro, Ngonge non è riuscito a trovare spazio. Nonostante le 35 presenze complessive, ne ha collezionata solo una da titolare in Serie A e ha segnato appena tre gol, due dei quali in Coppa Italia. Conte ha preferito altre soluzioni sulla fascia e il rendimento dell’attaccante belga è stato nettamente al di sotto delle aspettative.
Dries Mertens, l’idolo senza tempo
Arrivato nel 2013 come un semi-sconosciuto, Dries Mertens è diventato una leggenda. Con 148 gol complessivi, ha superato nomi come Maradona, Cavani e Hamsik, diventando il miglior marcatore della storia del club. La svolta è arrivata con Maurizio Sarri, che lo ha trasformato da esterno in “falso nueve”, rendendolo letale. Ha vinto due Coppe Italia e una Supercoppa, ma soprattutto è diventato “Ciro”, figlio adottivo della città. Il 6 giugno è stato insignito della cittadinanza onoraria.
Leander Dendoncker, il fantasma a centrocampo
Passato fugacemente a Napoli nel gennaio 2024 in prestito dall’Aston Villa, Leander Dendoncker ha collezionato appena 21 minuti in campo. Mai entrato nei piani né di Mazzarri né di Calzona, è tornato a giugno in Inghilterra prima di trasferirsi all’Anderlecht, in cerca di rilancio. Una cometa senza impatto.
Oliver Renard, l’anonimato in C1
Pochi ricorderanno Oliver Renard, portiere belga che disputò due sole partite nella stagione 2004/2005 in Serie C1, il primo anno dell’era De Laurentiis. Rientrato all’Udinese, ha poi chiuso la carriera al Charleroi. Oggi è direttore sportivo dell’Anderlecht dopo un’esperienza nel calcio canadese con il Montreal.
Bertrand Crasson, la versatilità dimenticata
Arrivato nel 1996 dall’Anderlecht, Bertrand Crasson ha vissuto due stagioni intense in maglia azzurra con 51 presenze. Difensore centrale, ma anche terzino e mediano, ha giocato la finale di Coppa Italia del 1997, persa contro il Vicenza. Ricorda ancora oggi con emozione l’esperienza napoletana, definendola “due anni che valgono dieci” in patria.


