L’analisi del calciomercato estivo del Napoli: dai grandi nomi alle (poche) pecche

L'analisi del calciomercato estivo del Napoli: dai grandi nomi alle (poche) pecche, ecco un commento

calciomercato napoli 2025/2026

Ci siamo lasciati alle spalle, per l’ennesima volta, un’altra sessione di calciomercato e, in questo caso, non possiamo che essere soddisfatti dell’operato della società. Per i nomi approcciati, per com’è stata rinforzata la rosa, per il momento storico ed economico del club, forse siamo di fronte persino al MIGLIOR CALCIOMERCATO DELLA STORIA DEL NAPOLI. Ci rendiamo conto che si tratti di un’affermazione pesante. Ma per noi questo calciomercato, per futuribilità, spese e credibilità, si può tranquillamente accomunare alla famosa sessione estiva del 2013, quella in cui – a fronte della partenza di Cavani – arrivarono tutta una serie di giocatori che poi avrebbero fondato le basi per mantenere il Napoli su alti livelli in Italia e in Europa e per le future vittorie poi ottenute.

I 10 colpi dell’estate azzurra spaziano per ruolo, importanza, capacità. Ma tutti sono accomunati da un’unica specifica: consentiranno a Conte di avere molte più soluzioni per applicare il suo calcio alla lettera e, soprattutto, permetteranno al mister di ruotare la rosa in una stagione che si preannuncia lunga, se non lunghissima.

A livello mediatico, sicuramente gli acquisti di Kevin De Bruyne e Rasmus Hojlund sono stati i più importanti. Due giocatori profondamente diversi – che vivono anche un momento differente, in termini cronologici e di esperienza, della loro carriera – ma la cui connessione in campo sarà fondamentale per i destini del club. De Bruyne sarà chiamato a fare da collante tra centrocampo e attacco, sfruttando le sue innate qualità e la capacità di accendere la luce quando sarà possibile. Hojlund, poche storie, deve fare gol. Deve dimostrare a sé stesso che a Manchester non hanno saputo valorizzarlo come avrebbero dovuto. Un acquisto che non sarebbe mai avvenuto senza l’infortunio di Lukaku ma che, al tempo stesso, crea al Napoli infinite possibilità, nel presente e nel futuro.

Tutti i reparti sono stati rafforzati. Sono arrivati 2 portieri (Milinkovic-Savic e Ferrante), con il serbo che darà finalmente un po’ di competizione nel ruolo. In difesa Beukema e Marianucci dovranno lavorare per integrarsi al meglio nel presente e diventare, poi, il futuro. Tra i due certamente sarà Beukema quello più impiegato, anche per le sue qualità di impostazione. Marianucci è più un marcatore e dovrà ritagliarsi spazio con una concorrenza bella pesante. Gutierrez, appena ritrovato dall’infortunio, potrà dare una grossa mano, sia in termini di spinta offensiva che di palleggio sulla sinistra. E’ un’alternativa completamente diversa rispetto a Olivera, che consentirà di avere nuove soluzioni.

Elmas sarà il vero proprio e jolly della squadra, può giocare praticamente ovunque ed è senz’altro un’alternativa di lusso. Lang ha tantissime qualità, ora deve trovare il modo di esprimerle, di sentirsi un po’ più libero nel trovare la strada giusta per approcciare il suo – indubbio – talento. Lucca ha bisogno chiaramente di crescere, avrebbe dovuto farlo dietro a Lukaku: ora deve responsabilizzarsi e sfruttare al meglio tutte le chance che gli potranno capitare. Da capire ancora le situazioni di Vergara, Ambrosino e Coli Saco, con il primo che dovrebbe restare e gli altri due che potrebbero finire all’estero, dove il mercato non è terminato.

Se dobbiamo trovare dei difetti per questo calciomercato, sicuramente ha stonato un po’ la cessione di Raspadori, che toglie alla squadra un calciatore in grado spesso di risolvere le partite più difficili. Poi, chiaro, ci sono apparentemente tre “buchi”, che però in realtà non lo sono.

Il primo è quello dell’ala sinistra, con Ndoye sedotto e mai arrivato. Sostanzialmente sarà Spinazzola la riserva di Lang, soprattutto quando Conte deciderà di giocare con il 4-3-3. Alla fine Juanlu non è arrivato e resta dunque Mazzocchi come vice Di Lorenzo (anche per una questione di liste). La competizione nel ruolo chiaramente è la medesima dell’anno scorso, dunque non è aumentata. Ma l’imprevisto di Lukaku ha portato il Napoli a dover compiere delle scelte, quindi va bene così.

La pecca più grave è forse quella – atavica – della mancanza del vice Anguissa: anche quest’anno il Napoli non ha preso un centrocampista con le stesse, identiche caratteristiche (o almeno simili) dell’africano. Questo però, paradossalmente, è anche il problema a cui è più facile ovviare, perché nella rosa del Napoli tutti e nessuno possono fare il vice Anguissa. Gilmour l’ha fatto l’anno scorso, Elmas tecnicamente è una mezzala, McTominay nasce come centrocampista difensivo e ha la fisicità per intraprendere il ruolo, persino lo stesso De Bruyne può mettersi in quella posizione. Ma la verità è che il vero vice Anguissa del Napoli sarà il modulo: dovrà essere bravo Conte, quando il camerunese sarà in Coppa d’Africa, a sistemare la squadra in maniera tale che l’assenza del ragazzo non venga percepita troppo.

In sostanza, il mercato del Napoli è chiaramente positivo, ed è impossibile non promuoverlo. Abbiamo letto pareri di tifosi che lo bocciavano e, sinceramente, non sappiamo dove (o in che dimensione) viva questa gente: la rosa è stata allungata ed è qualitativamente più forte dell’anno precedente. Poi è ovvio che sarà il campo a dover dare le risposte. Per adesso, non possiamo che congratularci con la dirigenza azzurra e sperare che tutte le scelte intraprese diano effettivamente un valore aggiunto alla rosa.

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