Fin dall’inizio ci eravamo subito espressi sul fatto che Rasmus Hojlund – per quanto apparentemente da riscostruire – fosse la soluzione migliore per il Napoli ma, soprattutto, per Antonio Conte e per il suo gioco. Non ci voleva la sfera di cristallo, chiaramente. Però non ci siamo sbagliati affatto.
Al Franchi una partita da dominatore assoluto della fase offensiva. Pongracic (comunque un Nazionale croato) sembrava un ragazzino della Primavera e soltanto per bontà (inspegabile) dell’arbitro non è stato nemmeno ammonito dopo 6 falli sul danese. La rete dello 0-2 è il manifesto di cosa Hojlund deve fare per il Napoli ma anche in tante altre occasioni l’ex Manchester United ha dettato la profondità in maniera perfetta, facendo sempre il movimento giusto e la scelta migliore per lo sviluppo dell’azione.
Ancor di più, siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla STRAORDINARIA capacità di protezione palla, che ha ricordato quella del Lukaku dei tempi migliori. Se questo è l’inizio, probabilmente ci troviamo di fronte a un attaccate che può generare almeno un 15-18 gol stagionali. E, ancora una volta, giusto fare un plauso al Napoli, che in una situazione di emegenza ha fatto una scelta migliore, l’unica (o quasi) possibile.


