Il Napoli ha ritrovato un’identità precisa e vincente grazie alla solidità del proprio centrocampo. Antonio Conte, durante il ritiro estivo tra Dimaro e Castel di Sangro, ha costruito il cuore tattico della squadra attorno a quattro nomi che oggi rappresentano i pilastri della manovra azzurra: Lobotka, Anguissa, De Bruyne e McTominay. Un quartetto ribattezzato “i Fab Four”, capace di coniugare intelligenza tattica, atletismo e qualità tecnica, elementi indispensabili per competere ad alti livelli in Champions League.
Il Napoli ha scelto di puntare su una mediana solida e creativa, in grado di gestire il possesso e aggredire con efficacia. Al centro dell’orchestra c’è Lobotka, regista ormai imprescindibile dal gennaio 2020, che ha saputo imporsi sotto la guida di Spalletti e ora trova piena espressione nel sistema contiano. Ai suoi lati agiscono Anguissa, muscolare e dinamico, e De Bruyne, l’uomo del tocco raffinato e della visione illuminata. Completa il reparto McTominay, l’ex Manchester United diventato una pedina fondamentale non solo per la forza fisica ma anche per l’efficacia offensiva, come dimostrano i 12 gol segnati nella scorsa stagione.
Conte ha scelto di non sacrificare il talento, ma di proteggerlo con l’equilibrio. Il Napoli, infatti, soffre poco e crea tanto. L’intelligenza tattica di Lobotka permette agli altri tre di muoversi con libertà, e i risultati iniziano a vedersi. La compattezza difensiva non ne ha risentito, mentre la capacità di verticalizzare e di occupare gli spazi ha reso gli azzurri imprevedibili.
Il vero banco di prova sarà la Champions League, e in particolare la sfida contro il Manchester City. Tornare all’Etihad Stadium sarà un momento speciale per De Bruyne, mentre per McTominay sarà una sorta di derby. Ma il Napoli guarda avanti con ambizione: il centrocampo è la base su cui costruire il futuro.


