Il Napoli cerca gol, fiducia e continuità. E tutto passa da Rasmus Hojlund. Dopo un avvio di ottobre da protagonista assoluto, il centravanti danese è stato costretto a fermarsi per un affaticamento muscolare che ha inciso pesantemente sul rendimento offensivo della squadra di Antonio Conte, chiamata ora a ritrovare concretezza per restare in vetta alla classifica.
L’esplosione (temporanea) del nuovo numero 9
Solo poche settimane fa, Hojlund viaggiava sugli stessi numeri di Erling Haaland. Sei gol in dodici giorni, tra club e Nazionale: doppietta contro lo Sporting in Champions League, un gol decisivo contro il Genoa in campionato, altri tre sigilli con la maglia della Danimarca. Miglior marcatore del mese fino al 12 ottobre, sembrava il volto perfetto del nuovo Napoli targato Conte. Ma poi è arrivato il contrattempo fisico, rientrato con troppa fretta dagli impegni internazionali e finito ai box.
Senza Rasmus, attacco spento
L’infortunio di Kevin De Bruyne e la flessione di Hojlund hanno improvvisamente tolto luce e profondità all’attacco partenopeo. Nelle ultime tre gare – Lecce, Como ed Eintracht – il Napoli ha segnato solo una volta, con una spizzata di Anguissa. Il gioco offensivo è apparso opaco, poco fluido, privo di vere occasioni costruite coralmente. Gli unici spunti sono arrivati da azioni individuali, come quelle di Elmas o dalle incursioni di McTominay.
Il Napoli ha dovuto riabbracciare il vecchio sistema di gioco, più per necessità che per scelta, ma la squadra non riesce ancora a ritrovarsi pienamente in quel vestito. Lo scorso anno, nelle difficoltà, c’era Lukaku a caricarsi il gruppo sulle spalle. Oggi tocca a Hojlund fare lo stesso.
Conte ci crede: «Può diventare un crack»
Antonio Conte ha ribadito in più occasioni la sua fiducia assoluta nel giovane centravanti. «Al Manchester United non era valorizzato, ma ha potenziale e caratteristiche per diventare un attaccante di riferimento in Europa», aveva dichiarato dopo il gol contro il Genoa. Fisicità, potenza, profondità: Rasmus incarna il prototipo del centravanti contiano. Ma dopo il guaio muscolare, qualcosa sembra essersi incrinato.
Il danese è apparso meno esplosivo nei movimenti, più timoroso nei contrasti, con un atteggiamento diverso rispetto all’inizio. Il timore di ricadute ha probabilmente frenato la sua irruenza, ma ora che l’emergenza è alle spalle, il Napoli ha bisogno del suo numero 9.
A Bologna per tornare a graffiare
Il prossimo esame è il Bologna al Dall’Ara, campo storicamente complicato contro una squadra organizzata e in crescita. Per restare in vetta prima della sosta, serve una scossa, e il primo indiziato per accenderla è proprio Hojlund. Il Napoli ha bisogno dei suoi gol e della sua energia, quella vista nel debutto straordinario a Firenze, dove realizzò un gol da attaccante puro, dettando il movimento e concludendo con freddezza.
Hojlund ha tutto per diventare un top, ma ora serve dimostrarlo con continuità. Il Napoli è pronto ad affidargli le chiavi dell’attacco: a lui il compito di riportare in alto una squadra che, nonostante le difficoltà, resta in corsa su tutti i fronti. E ha ancora fame di traguardi.


