Blerim Dzemaili conosce bene entrambe le realtà: tre stagioni con il Napoli, quattro con il Bologna, anche da capitano. Oggi osserva il calcio da un’altra prospettiva, quella del commentatore, ma la sua lettura del gioco è rimasta lucida e tagliente come quando era in campo. Alla vigilia del big match del Dall’Ara, l’ex regista ha offerto una visione interessante sul momento delle due squadre, evidenziando punti di forza e limiti, e soffermandosi sul lavoro dei due tecnici, Antonio Conte e Vincenzo Italiano.
Bologna da studiare, Napoli da testare
Dzemaili parte da un dato storico che lo riguarda da vicino: l’ultima vittoria del Bologna in casa contro il Napoli risale al 25 maggio 2019, un 3-2 deciso anche da un suo gol, il terzo dei rossoblù. Da allora, la crescita del club emiliano è stata costante e solida, al punto che oggi, secondo lui, “è una squadra più europea del Napoli”. Il giudizio è netto e sorprendente, ma trova fondamento nella striscia di nove risultati utili consecutivi dei rossoblù, capaci di imporsi anche in inferiorità numerica, come nell’ultima gara di Europa League.
Conte e Italiano: due visioni diverse, entrambe valide
Interrogato sulle differenze tra i due allenatori, Dzemaili esprime una preferenza per lo stile di Antonio Conte, apprezzandone lo sviluppo lineare del gioco, l’efficacia delle combinazioni tra centravanti e centrocampisti, e l’organizzazione complessiva. Ma non manca di riconoscere anche i meriti di Italiano, che ha dato al Bologna un’identità moderna e un ritmo internazionale: “A me piace come gioca Conte: è uno sviluppo bello, lineare, l’appoggio sul centravanti, l’inserimento dei centrocampisti da gol, lo trovo assolutamente piacevole e redditizio. Ma pure il Bologna ha un suo profilo bello: ha un fare internazionale, l’aggressione, la velocità d’esecuzione. Ha perso Ndoye che dava lo strappo in più eppure è lì, quinto, non perde e gioca sempre a calcio”, ha detto a La Gazzetta dello Sport.
Le incognite del Napoli: senza Lukaku e De Bruyne cambia tutto
Passando all’attacco azzurro, Dzemaili si sofferma su Hojlund, apprezzandone le qualità, ma sottolineando quanto l’assenza di Lukaku pesi sull’equilibrio offensivo. Il gigante belga dava profondità e forza fisica, elementi oggi meno evidenti nel gioco partenopeo. Sull’altro fronte, la mancanza di De Bruyne viene vista come un’opportunità per McTominay, che Dzemaili definisce uno dei suoi preferiti, insieme ad Anguissa: “Con De Bruyne in campo, McTominay ha meno libertà di esprimersi”.
Inter favorita per lo scudetto, Napoli in corsa
Infine, una riflessione sulla corsa al titolo. “L’anno scorso dissi che il Napoli doveva vincere lo scudetto, era superiore”, ricorda Dzemaili. Ma quest’anno, con un’Inter dotata di una rosa più profonda e completa, i nerazzurri partono avanti, anche se il Napoli resta in piena corsa. L’ex regista svizzero avverte, però, che “la Champions porta via sempre qualcosa”, lasciando intendere che le energie fisiche e mentali richieste dalle coppe europee potrebbero incidere sulla volata finale.


