Mauro Berruto, ex commissario tecnico della Nazionale italiana di pallavolo e oggi anche scrittore e politico, ha espresso piena fiducia in Antonio Conte, tecnico del Napoli, sottolineando come il suo approccio metodico e la sua resilienza possano essere determinanti per il rilancio della squadra partenopea. Un legame professionale e umano lega Berruto a Conte, con cui ha scritto il libro “Dare tutto, chiedere tutto”, manifesto della filosofia dell’allenatore salentino.
“È in queste situazioni che Antonio dà il meglio di sé”, ha affermato Berruto al Corriere dello Sport, riferendosi al momento complesso vissuto dal Napoli. Secondo l’ex ct azzurro, le recenti tensioni – come quelle evidenziate dal discorso tenuto da Conte dopo la partita contro il Bologna – fanno parte di un preciso metodo di lavoro: una strategia comunicativa che, seppur dura, mira a scuotere l’ambiente e stimolare una reazione nei giocatori. Un approccio che, come sottolinea Berruto, può prevedere anche l’uso della psicologia inversa.
Berruto ha descritto Conte come un uomo che “non si sottrae alle responsabilità” e che, anzi, le affronta con la stessa intensità con cui pretende il massimo dai suoi giocatori. “Chiede tanto, ma lo fa prima di tutto a sé stesso”, ha aggiunto, ricordando come il lavoro fisico e mentale sia sempre stato centrale nella metodologia dell’ex tecnico di Juventus e Inter.
Nel corso dell’intervista, Berruto ha anche parlato del momento attuale del Napoli, precisando che non esistono paragoni possibili con la gestione Spalletti e che il campionato è ancora aperto, con la squadra a soli due punti dalla vetta. “Le squadre sono come organismi viventi, cambiano lentamente, come ghiacciai”, ha dichiarato, a testimonianza di come ogni stagione presenti dinamiche diverse, anche a parità di rosa.
L’ex ct ha anche commentato le recenti dichiarazioni del centrocampista Lobotka, che aveva parlato dell’intensità degli allenamenti sotto Conte. Secondo Berruto, l’aspetto della preparazione fisica è un elemento non negoziabile nella visione dell’allenatore pugliese, e trova riscontro in una letteratura sportiva vasta che documenta quanto i metodi di lavoro intensi siano spesso alla base di grandi risultati.
Nonostante non si sentano da un po’ – “dalla vittoria del mio Toro sul Napoli”, dice ironicamente – Berruto ha ribadito il suo affetto e la stima nei confronti di Conte, augurandogli il meglio per il prosieguo della stagione. E non esclude, un giorno, di coinvolgerlo in un progetto internazionale di cooperazione sportiva in Palestina, dove a fine novembre allenerà per alcuni giorni la nazionale di pallavolo locale, su invito del Comitato olimpico palestinese.
Alla domanda su quale possa essere un difetto di Conte, Berruto ha risposto con diplomazia: “Non è straordinariamente diplomatico… Ma è una persona eccezionale e un vincente. E lo dimostrerà ancora, come sempre”. Un giudizio netto, che lascia poco spazio ai dubbi sul futuro del tecnico e sulla sua capacità di gestire anche i momenti più critici.
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