In casa Napoli c’è bisogno di un punto fermo, di una figura capace di raccogliere il peso del momento, di gestire palloni difficili e tensioni ancora più pesanti. E se c’è un uomo in grado di prendersi tutto questo sulle spalle, quel nome è Romelu Lukaku. Fuori da 89 giorni, l’attaccante belga è atteso come una boa in mezzo alla tempesta, capace di assorbire pressioni e guidare il gruppo in un momento complicato tanto sul piano tecnico quanto ambientale.
Come riporta Gazzetta.it, l’ultima partita da protagonista risale a prima del 14 agosto, giorno in cui un grave stiramento al retto femorale sinistro lo ha messo fuori causa, cambiando radicalmente i piani del Napoli. Da allora, il percorso di recupero è stato rispettato alla lettera, con una previsione iniziale di circa cento giorni per rivederlo in campo. E adesso che novembre volge al termine, il rientro è sempre più vicino.
Tra Udinese, Supercoppa e cautela
Lukaku si è allenato a Castel Volturno anche durante queste settimane turbolente. Ha iniziato a correre, a riassaporare il campo, con l’obiettivo di tornare in gruppo entro una decina di giorni. I target sono chiari: la sfida con l’Udinese in campionato o la Supercoppa a Riad. Due appuntamenti cruciali per la stagione e per ricominciare con un attaccante che non offre solo gol, ma anche presenza, struttura e personalità.
Nel dubbio, lo staff medico resta prudente: forzare il rientro per una manciata di ore potrebbe costare caro. Ecco perché le prossime settimane saranno decisive per valutare il momento giusto del ritorno, magari attendendo direttamente il nuovo anno se le condizioni non saranno ottimali. In Pineta, però, filtra ottimismo.
Un Napoli a secco: problemi che vengono da lontano
L’attacco partenopeo è in crisi: i numeri parlano chiaro. L’ultima vera fiammata risale alla trasferta di Lecce, poi il nulla. Contro Como, Eintracht e Bologna, la squadra ha mostrato evidenti difficoltà a costruire e finalizzare. Una siccità offensiva che non è solo frutto del presente, ma affonda le radici nella parte finale della scorsa stagione, dove già si notavano segnali di flessione.
Lang, Neres e Politano non hanno inciso, Lucca ha faticato a trovare continuità dopo essersi sbloccato col Pisa, e Hojlund, pur con 4 gol all’attivo, è entrato in una fase di appannamento da oltre un mese. L’ultima rete risale al 5 ottobre, contro il Genoa, e da allora l’attaccante è apparso spento, ai margini del gioco.
Conte chiede aiuto, lo spogliatoio attende un riferimento
Nel momento più delicato della stagione, Antonio Conte si trova a fare i conti con un gruppo in difficoltà psicologica oltre che fisica. L’allenatore ha sfogato la propria frustrazione in conferenza stampa, denunciando le “difficoltà assurde” affrontate sin dall’inizio dell’anno. Ma adesso, più che polemiche, servono risposte in campo, servono uomini in grado di prendersi responsabilità.
E Lukaku può essere l’amico di cui questo Napoli ha bisogno: uno capace di ricevere anche la palla “avvelenata”, di proteggere, appoggiare, far salire la squadra e offrire soluzioni. Un attaccante per tutte le stagioni, nella buona e nella cattiva sorte.



>O su Conte? …Visto i soldini di ingaggio:::Manco fossero All’INPS…Napoli, svegliati!
Perfettamente d’accordo ci vuole il nostro Luhahu ctorna presto la squadra ha bisogno di te così li metti un po’ in riga un abbraccio 💙💙💙