Il Napoli cerca risposte e punti, e Antonio Conte guarda ai suoi leader per ritrovare una squadra che ha smarrito brillantezza e certezze. Dopo la sconfitta contro il Bologna e il pari in Europa con l’Eintracht, a Castel Volturno si respira un’aria di attesa: sabato arriva l’Atalanta, ed è il momento di cambiare marcia. A guidare il tentativo di riscatto ci saranno Scott McTominay e Rasmus Hojlund, rientrati dagli impegni con le nazionali con la fiducia rinvigorita.
McTominay, anima e gol del nuovo Napoli
Come riporta La Gazzetta dello Sport, l’uomo dei momenti chiave è ancora lui, McTominay. Lo scozzese è diventato il simbolo di un Napoli che sa soffrire e colpire nei momenti decisivi: suo il gol scudetto del maggio scorso contro il Cagliari, sua la firma nella recente qualificazione della Scozia ai Mondiali 2026. Dodici gol in stagione, prestazioni da MVP, equilibrio tra tecnica e fisicità, e una leadership silenziosa ma costante. Conte non può farne a meno, soprattutto in una fase di emergenza totale a centrocampo.
Con Anguissa e De Bruyne indisponibili, le alternative si assottigliano e costringono l’allenatore a rimodellare il centrocampo, dove McTominay potrebbe agire al fianco di Lobotka ed Elmas, in un 4-3-3 duttile e reattivo. La sua capacità di inserirsi e concludere resta un’arma chiave, soprattutto in una squadra che fatica a trovare il gol da centrocampo.
Højlund, fame da ex e voglia di sbloccarsi in Serie A
L’altro pilastro su cui Conte punta è Rasmus Højlund, che contro l’Atalanta vivrà la sua prima da ex. Un solo anno a Bergamo, ma decisivo: 10 gol in 34 presenze con Gasperini, prima della cessione da 70 milioni allo United. Dopo due stagioni a Manchester, il ritorno in Italia ha acceso aspettative, ancora in parte inespresse. In Serie A non segna dal 5 ottobre (contro il Genoa), ma in nazionale ha ritrovato la rete su rigore nella sfida di Glasgow contro la Scozia.
La sfida di sabato sarà personale e simbolica: per Højlund è l’occasione per sbloccarsi e dimostrare di essere l’uomo giusto per guidare l’attacco azzurro. La stanchezza accusata nel finale a Glasgow non preoccupa lo staff medico, e il danese si candida per partire dal 1’ con Politano e Neres ai lati, in un tridente che promette profondità e dinamismo.
Tridente obbligato e chance per Neres
La crisi di gol, soprattutto degli esterni, pesa. Lang e Politano non segnano da settimane, e anche Neres — a digiuno dal 4 gennaio scorso — cerca riscatto dopo un lungo stop. Con l’infermeria piena e l’assenza di mezze ali e incursori, Conte sembra orientato a rilanciare il tridente offensivo, sfruttando la verve del brasiliano a sinistra e l’affidabilità di Politano a destra.
Lucca e il piano B, aspettando Lukaku
Se il tridente non dovesse garantire profondità, l’alternativa si chiama Lorenzo Lucca. L’ex attaccante dell’Udinese ha il fisico per riempire l’area e fare reparto da solo, in attesa del recupero di Romelu Lukaku, che potrebbe anticipare il rientro per dicembre. Al momento, però, le chiavi dell’attacco sono nelle mani di Højlund, che non aspetta altro che una palla buona per colpire proprio contro il suo passato.
Conte ha bisogno dei suoi uomini simbolo, e McTominay e Højlund sembrano pronti a prendersi la scena in un momento in cui il Napoli chiede risposte immediate. L’Europa ha dato segnali positivi, ma adesso serve concretezza in campionato, a cominciare da sabato sera contro una delle rivali dirette per l’alta classifica.


