Il Napoli si appresta ad affrontare la Fiorentina con le forze ridotte all’osso, ma con la consapevolezza che dopo questo scontro diretto inizierà finalmente una settimana tipo, fondamentale per ritrovare equilibrio, condizione e recuperare gli infortunati. L’obiettivo dichiarato è ora il quarto posto, unico traguardo alla portata per una squadra falcidiata dalle assenze e spremuta dalle fatiche recenti.
Napoli, aria di normalità
Le due sconfitte consecutive contro Juventus e Chelsea hanno lasciato il segno, non solo sul morale, ma soprattutto sulla tenuta fisica del gruppo. Il Napoli ha evidenziato un netto calo nella seconda parte delle gare, con giocatori chiave in evidente affanno già dalla ripresa. Il sistema di Conte, basato su duelli continui e ritmo elevato, richiede energie che in questo momento la squadra sembra non avere, complice una rosa ridotta e la difficoltà nel far rifiatare i titolari.
Contro la Fiorentina non sono ammessi passi falsi. Come sottolinea Tuttomercatoweb, gli azzurri non possono permettersi di perdere ulteriore terreno nella corsa Champions, anche perché il calendario offrirà una tregua solo dopo questa sfida, con una settimana intera per allenarsi e rifiatare. Recuperi importanti sono previsti nei prossimi giorni, a partire da Rrahmani e Mazzocchi, e non è escluso che possa rientrare anche Anguissa, da tempo ai box.
Scelte forzate per Conte, l’unico cambio è Gutierrez
Per la gara del “Maradona”, Conte non potrà rivoluzionare l’undici titolare. Rispetto alla sfida col Chelsea, l’unica novità sarà Gutierrez al posto di Olivera, apparso tra i migliori ma costretto al riposo. Spinazzola verrà confermato sulla fascia sinistra, mentre in difesa, nonostante il momento negativo di Juan Jesus, non ci sarà spazio per Beukema: la linea sarà composta da Di Lorenzo, Buongiorno e lo stesso Juan Jesus. In mediana, il tecnico deve fare i conti con scelte obbligate. Lobotka e McTominay sono apparsi in difficoltà dal punto di vista atletico, ma restano imprescindibili. Elmas dovrebbe agire nuovamente sulla trequarti, con Vergara – ancora una volta tra i più brillanti – a supporto di Hojlund, che reggerà da solo il peso dell’attacco.
Il problema resta la gestione del secondo tempo
L’ultimo segmento di gara è diventato il vero tallone d’Achille del Napoli. Anche quando la squadra parte bene, nell’ultima mezz’ora si assiste a un netto calo di intensità, dovuto a stanchezza accumulata e pochi cambi disponibili. Le rotazioni ridotte e l’impossibilità di sostituire i giocatori chiave hanno messo Conte nelle condizioni di dover chiedere sforzi eccessivi agli stessi elementi, con un rendimento che ne ha inevitabilmente risentito. In questo contesto, la partita contro la Fiorentina si presenta come un banco di prova cruciale, non solo per la classifica, ma anche per testare la tenuta mentale e fisica della squadra. Gestire 95 minuti con equilibrio e lucidità sarà la vera sfida, soprattutto contro una Fiorentina che non fa sconti in termini di intensità.
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