Ieri sera Antonio Conte ha avuto, in qualche modo, un impatto decisivo sulla partita. Le sue scelte in corsa, infatti, hanno aiutato a trovare il pari: Gilmour fa partire la verticalizzazione, Hojlund (che doveva uscire in luogo di Lukaku ma che era rimasto in campo) fa la sponda giusta, Giovane rifinisce con movimento interno e assist, Alisson Santos sigla il 2-2 finale. Dimostrazione del fatto che, con una rosa più corposa, c’è sicuramente più varietà di scelta per un tecnico esperto come lui. L’abbondanza è un aiuto, chiaro. Poi, però, le scelte vanno sapute prendere.
Lo show di Conte: dai cambi azzeccati al non detto che rimbomba
Più di quanto fatto in campo, però, a nostro parere a pesare sono – ancora una volta – le parole del post gara. Conte sa bene che l’Atalanta sarà determinante per la posizione Champions e prova a tenere alta la tensione. Soprattutto, è stato impossibile non notare la stilettata lanciata a Lang e Lucca per elogiare i nuovi acquisti Giovane e Alisson Santos, definiti “ragazzi bravi e umili che si mettono a disposizione SENZA SPOCCHIA E PRESUNZIONE, accettando che bisogna capire le dinamiche di gioco”. Ora resta evidente il perché le cessioni dei due fossero non più procrastinabili.
Per arrivare tra le prime 4 e qualificarsi alla prossima Champions League, ci sarà bisogno anche del miglior Conte. Speriamo che questa piccola striscia positiva stia dando benzina non solo alla squadra ma pure a lui, che è stato sempre il primo a finire nel ciclone ma è anche – e di questo gliene va dato atto – uno che, a modo suo (non sempre il più giusto), ci mette la faccia.


