Alisson, impatto da spaccapartite al debutto in campionato

Strappi, slalom, uno contro uno: con le dovute proporzioni, qualcuno ha rivisto lampi del primo Neres e Kvaratskhelia

marinozzi

Dodici minuti sono bastati per presentarsi al campionato italiano. Ingresso al 70’, accelerazione bruciante, dribbling secco e gol del 2-2 all’82’: Alisson de Almeida Santos ha scelto il modo più diretto per raccontare chi è. Cambiano maglie, città e latitudini, ma la sua natura resta identica: incidere quando la partita si accende.

Il Napoli lo ha accolto a gennaio con la formula del prestito oneroso (3,5 milioni) e diritto di riscatto fissato a 17. Un’operazione mirata su un esterno che allo Sporting Lisbona non partiva sempre titolare, ma che aveva già costruito una reputazione precisa: quella dello spaccapartite capace di cambiare l’inerzia entrando dalla panchina. La rete segnata contro la Roma al Maradona è la quarta in stagione realizzata a gara in corso: tre in Portogallo, una in Serie A.

Il Napoli scopre il talento di Alisson Santos

Classe 2002, bahiano, 23 anni, Alisson porta in campo velocità e imprevedibilità. Strappi, slalom, uno contro uno: con le dovute proporzioni, qualcuno ha rivisto lampi del primo Neres. Come sottolinea il Corriere dello Sport, se David predilige partire da destra, il nuovo azzurro agisce invece a sinistra, nella zona che a Napoli evoca inevitabilmente Khvicha Kvaratskhelia. Non solo per ruolo. Per una curiosa coincidenza, Alisson vive a Posillipo nella stessa casa che fu della famiglia Kvaratskhelia, un dettaglio che aggiunge suggestione al suo percorso partenopeo. La sua storia personale affonda le radici in un viaggio continuo. Figlio d’arte – il padre Adailton, detto Ady o Messias, ha girato tra Finlandia, Arabia Saudita, Libia e Tunisia – Alisson ha respirato calcio fin da piccolo. Ha anche vissuto in Tunisia, ottenendone la cittadinanza, ma il suo orizzonte è un altro: il sogno dichiarato è la maglia della Seleçao, nonostante il precedente paterno con la nazionale tunisina.

Determinante nella sua crescita è stata la madre, Aldia de Silva Almeida, parrucchiera a Vitória da Conquista. Dopo la separazione, madre e figlio sono tornati in Brasile prima di tentare la strada portoghese in cerca di stabilità. All’epoca Alisson non era ancora un calciatore: la madre lavorava come domestica nei pressi dello stadio dello Sporting. Anni più tardi, in quello stesso club, è arrivata la svolta. Rui Borges gli ha concesso fiducia tra campionato e Champions League, ricevendo in cambio gol pesanti, compreso quello decisivo per la qualificazione agli ottavi contro l’Athletic Bilbao.

Alisson Santos sogna in grande

Napoli rappresenta ora un nuovo capitolo. L’impatto è stato immediato e simbolico: in tribuna, al momento del gol contro la Roma, c’erano la madre Aldia con la maglia azzurra e il fratello Tanja in bianco. Abbracci e lacrime hanno accompagnato una serata che può segnare l’inizio di un percorso importante.

L’etichetta di “uomo meno atteso” del mercato invernale non gli pesa. Al contrario, sembra alimentarne la determinazione. Antonio Conte lo ha lanciato nel momento più delicato della gara e la risposta è stata concreta, efficace, determinante. Un impatto che conferma la sua specialità: entrare e cambiare il copione.

Ora il calendario propone nuove sfide, a cominciare dalla trasferta di Bergamo. Il Napoli cerca continuità, Alisson spazio e conferme. Il debutto in campionato ha già offerto un segnale chiaro: quando la partita ha bisogno di una scossa, lui sa come accenderla.

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