Manfredi attacca: “Arbitri in difficoltà, il VAR va rivisto”

Il sindaco di Napoli interviene sugli episodi controversi che hanno coinvolto la squadra di Conte e propone un modello simile alla NBA

 Il tema arbitrale torna al centro del dibattito calcistico e ad alimentarlo sono le parole del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenuto ai microfoni di Canale 8. Il primo cittadino ha commentato gli episodi che hanno riguardato recentemente la squadra guidata da Antonio Conte, soffermandosi in particolare sul funzionamento del VAR e sul momento che sta attraversando la classe arbitrale italiana.

Secondo Manfredi, il sistema attuale mostra segnali di criticità evidenti. “C’è una crisi della classe arbitrale”, ha dichiarato, sottolineando come la categoria appaia oggi in una fase di difficoltà. Le sue parole arrivano dopo una gara caratterizzata da decisioni controverse, che hanno acceso discussioni tra tifosi e addetti ai lavori. L’attenzione si è concentrata soprattutto su alcuni episodi giudicati dubbi, che hanno riacceso il confronto sull’utilizzo della tecnologia nel calcio.

Manfredi: “Serve il VAR a chiamata”

Il sindaco ha posto l’accento proprio sul VAR, strumento introdotto per ridurre gli errori ma che, a suo avviso, necessita di una revisione. La tecnologia viene considerata un supporto prezioso, ma non può trasformarsi in un elemento che limita la centralità dell’arbitro in campo. Manfredi ha evidenziato come l’attuale configurazione rischi di generare una sorta di condizionamento psicologico sul direttore di gara, consapevole della possibilità di un intervento esterno pronto a correggere o modificare la decisione presa in tempo reale.

Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato il modello adottato nel basket NBA, dove è previsto un sistema di revisione “a chiamata”. In quel contesto, sono le squadre a poter richiedere l’intervento della tecnologia in situazioni specifiche, introducendo un meccanismo che, secondo Manfredi, potrebbe rappresentare un punto di riferimento anche per il calcio. L’idea di un VAR a chiamata viene vista come un possibile passo avanti verso una maggiore equità, a condizione che non si traduca in una deresponsabilizzazione dell’arbitro.

Il nodo centrale resta dunque l’equilibrio tra supporto tecnologico e autonomia decisionale. Nel calcio moderno, il VAR è diventato uno strumento strutturale, utilizzato per valutare episodi chiave come gol, rigori, espulsioni dirette e scambi di identità. Tuttavia, la sua applicazione continua a dividere, soprattutto quando le interpretazioni restano controverse anche dopo la revisione delle immagini.

Le dichiarazioni di Manfredi si inseriscono in un contesto più ampio di riflessione sul sistema arbitrale italiano. Negli ultimi mesi non sono mancati dibattiti su uniformità di giudizio, tempi di intervento e chiarezza nelle comunicazioni. Il tema della trasparenza e della coerenza decisionale è diventato centrale nel confronto tra istituzioni sportive, club e opinione pubblica.

Redazione

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