The day after Inter-Napoli 3-2: la sensazione agrodolce tra delusione e ottimismo

The day after Inter-Napoli 3-2: la sensazione agrodolce tra delusione e ottimismo

Napoli-Frosinone
Napoli-Frosinone

Una partita bellissima Inter-Napoli. Una gara intensa e divertente quella di San Siro contro i Campioni d’Italia. Ma anche, purtroppo per il Napoli, una gara buttata via nei dettagli di una fase difensiva troppo morbida e di una fase offensiva che, quando doveva, non ha mostrato il cinismo necessario. Nel mezzo, passi in avanti nella prestazione e l’idea che, magari, una prossima volta il vento spirerà a favore. Una di quelle partite che ti lasciano una sensazione agrodolce tra la delusione e l’ottimismo.

Inter-Napoli, l’analisi del primo tempo

A differenza delle due partite precedenti, il Napoli sceglie un approccio più ibrido: in alcuni casi decide di pressare alto, con 5-6 uomini nella metà campo dell’Inter, in altri invece conferma la volontà di stare più basso e aspettare l’avversario per ripartire. Entrambe le squadre hanno iniziato la gara su più che ottimi ritmi e le parate importanti di entrambi i portieri nei primi minuti hanno testimoniato un equilibrio sostanziale. L’Inter ha avuto maggiormente il pallino del gioco, ma – a differenza delle altre gare – ogni volta che il Napoli ha deciso di attaccare, ha dato sensazione di pericolosità imminente, indipendentemente dal fatto che si trattasse di una manovra o di un lancio verso la punta. Soprattutto con gli inserimenti di Anguissa – tanto impreciso in impostazione quanto bravo nella lettura degli spazi in corsa – il Napoli ha fatto paura ai Campioni d’Italia, sapendo spesso uscire anche bene nello stretto in possesso.

Al netto di molta sofferenza in alcune fasi del match (nelle quali a farne le spese maggiormente, forse, è stato un Vergara ancora non troppo abituato ai compiti difensivi dettati da Allegri) e di tante occasioni concesse ai nerazzurri (ma, appunto, stai giocando pur sempre contro l’Inter), la prestazione del primo tempo è assolutamente positiva, con una squadra in grado di creare e di aumentare in senso molto ampio la sua credibilità offensiva. Basti pensare che, in tutta la frazione, al netto dei tiri totali superiori degli avversari (10 a 7), il Napoli ha tirato di più nello specchio (3 a 4).

Inter-Napoli, l’analisi del secondo tempo

La maggior convinzione del Napoli si manifesta anche in un primo quarto d’ora di secondo tempo praticamente impeccabile, nel quale arrivano 2 gol e un dominio pressoché totale sull’avversario. Il non aver retto troppo dopo la seconda rete e il non essere riuscito ad addormentare immediatamente la partita ha posto però il Napoli in una situazione di pericolo, con la squadra che dopo il gol di Lautaro ha finito per perdere campo, possesso, palleggio e convinzione, rinunciando (quasi erroneamente) ad attaccare per larghissimi tratti della frazione, pur difendendosi in maniera pragmatica. Un errore che si rivelerà colossale.

Allegri è certamente sfortunato perché prende il secondo il gol dopo aver cambiato modulo e marcatore su Thuram (Badiashile malissimo, esordio da incubo), fa bene solo relativamente a farsene una colpa perché la decisione concettualmente era giusta. Deve più che altro rimproverare a sé stesso il non aver trasmesso alla squadra un atteggiamento più arcigno e meno timoroso, visto che nei cambi l’impressione era quella di continuare a giocare per far male. Nel finale poteva succedere veramente di tutto: gira male a noi perché Neres e Anguissa si divorano due occasioni colossali e Lautaro invece no. Sconfitta che fa molto male per il modo in cui è arrivata, dopo un doppio vantaggio e in una partita che si stava mettendo su binari favorevolissimi. Con il maggior sentore del pericolo di cui parlava il mister la scorsa settimana, probabilmente l’avresti portata casa.

Inter-Napoli, considerazioni finali

Dopo 3 anni, torni a perdere in casa dell’Inter. E dopo 3 giornate, anche se conta relativamente, sei già a 6 punti dal primo posto e hai già perso 2 scontri diretti. Sono numeri chiaramente precoci, anche se non osiamo immaginare cosa potrà scatenare questa sconfitta nei tifosi più pessimisti, visto che si parlava già – in maniera completamente isterica – di squadra fuori dall’Europa o di retrocessione dopo 2 giornate.

Di certo, però, c’è che il Napoli deve imparare a difendere meglio. Soprattutto deve farlo con più furbizia e cattiveria, magari tenendo un po’ di più il pallone tra i piedi quando dall’altro lato c’è un tentativo di impeto caratteriale e quando il fattore ambientale non è favorevole. Buttiamo via 3 punti che avrebbero avuto un sapore dolcissimo sia in termini psicologici che di motivazione. La speranza è che, il prima possibile, lo staff tecnico e la squadra trovino la quadra. Da salvare c’è una prestazione che, per larghissimi tratti, è stata più che positiva. Speriamo che però arrivino anche i punti, nelle prossime gare.

Redazione

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