Napoli fragile nei momenti chiave: Allegri lavora sulla concentrazione

Tre dei cinque gol incassati in Serie A sono arrivati nelle fasi più delicate delle partite. Da Como a Inter e Fiorentina, il tecnico chiede maggiore attenzione e cattiveria

Fiorentina-Napoli
Fiorentina-Napoli

Il problema non riguarda soltanto quanti gol vengono subiti, ma soprattutto quando arrivano. È uno degli aspetti sui quali Massimiliano Allegri sta concentrando il lavoro del Napoli durante la sosta: imparare a riconoscere i momenti della partita e mantenere alta l’attenzione proprio quando l’inerzia sembra favorevole.

Il dato racconta una tendenza precisa. Tre delle cinque reti incassate dagli azzurri in campionato sono arrivate in fasi particolarmente delicate, subito dopo un gol segnato oppure in momenti nei quali sarebbe stato fondamentale consolidare il risultato. Considerando anche la Champions League, le reti al passivo diventano sei con quella realizzata da Ødegaard dell’Arsenal.

Allegri ha più volte sottolineato l’importanza dei cosiddetti minuti caldi. Per il tecnico, una partita non viene decisa soltanto dalla qualità tecnica, ma dalla capacità di capire quando accelerare, quando soffrire e quando evitare di concedere agli avversari l’occasione per rientrare.

Napoli, il problema dei gol subiti nei momenti decisivi

L’ultimo campanello d’allarme è arrivato contro la Fiorentina. Come riporta il Corriere dello Sport, al Franchi il Napoli aveva trovato il vantaggio con Billy Gilmour nel corso del primo tempo, ma all’inizio della ripresa la situazione è cambiata.

Sono bastati sei minuti dall’intervallo perché la Fiorentina trovasse il pareggio. Gli azzurri hanno abbassato il proprio baricentro proprio mentre Allegri chiedeva alla squadra di avanzare e affrontare la seconda parte della gara con maggiore coraggio.

La gestione del vantaggio è diventata così uno dei temi sui quali intervenire durante la pausa. Il tecnico vuole una squadra capace di mantenere intensità e lucidità anche quando il risultato sembra offrire una situazione favorevole.

Le dichiarazioni successive alla gara hanno confermato l’insoddisfazione dell’allenatore. Allegri ha sottolineato come non ci si potesse accontentare del pareggio, chiedendo invece rabbia per il risultato e per il modo in cui era maturato. Il confronto è poi proseguito nello spogliatoio.

Contro l’Inter tre minuti fatali dopo il gol di Hojlund

Una situazione simile si era verificata nella sfida contro l’Inter. Il Napoli aveva raggiunto il 2-0 grazie a Hojlund, costruendo le condizioni per amministrare un vantaggio prezioso a San Siro.

La reazione nerazzurra, però, è stata praticamente immediata. Dopo appena tre minuti Lautaro Martinez ha accorciato le distanze, riportando l’Inter dentro la partita.

Era esattamente la fase nella quale Allegri avrebbe voluto vedere maggiore attenzione. Con quasi un tempo ancora da disputare, proteggere per alcuni minuti il doppio vantaggio avrebbe potuto modificare profondamente lo sviluppo dell’incontro.

Dal 2-1 la partita ha invece assunto un’altra direzione. Anche il successivo pareggio di Thuram è arrivato in un passaggio delicato: Allegri aveva appena modificato l’assetto inserendo Badiashile per aumentare la presenza difensiva.

La risposta ottenuta non è stata quella sperata. L’episodio ha ulteriormente evidenziato quanto il Napoli debba migliorare nella lettura delle diverse fasi di una gara.

Como, il vantaggio perso subito dopo la reazione

Il precedente più evidente era arrivato contro il Como. Gli azzurri erano riusciti a reagire a una situazione complicata grazie a una conclusione di Hojlund dalla distanza che aveva riportato il risultato in equilibrio.

Soltanto quattro minuti dopo il pareggio, però, il Napoli aveva nuovamente concesso spazio agli avversari. Un errore nella gestione dell’uscita aveva permesso a Douvikas di battere Meret e realizzare il definitivo 2-1.

Proprio il momento rende quell’episodio particolarmente significativo. Dopo aver recuperato la partita, il Napoli avrebbe avuto l’opportunità di sfruttare l’entusiasmo generato dal pareggio. Invece, una nuova disattenzione aveva restituito immediatamente il vantaggio alla formazione di Fabregas.

Como, Inter e Fiorentina presentano quindi situazioni differenti, ma hanno un elemento comune: gli azzurri hanno pagato caro un calo di attenzione proprio quando sarebbe servita la massima lucidità.

Allegri chiede cattiveria anche in fase difensiva

Il concetto di cattiveria invocato da Allegri non riguarda esclusivamente la capacità di trasformare in gol le occasioni create. Il tecnico pretende lo stesso atteggiamento nella propria metà campo.

Essere aggressivi significa anche chiudere gli spazi, vincere un duello, gestire meglio un pallone apparentemente semplice oppure evitare di concedere immediatamente una possibilità agli avversari dopo aver segnato.

Per Allegri saper leggere la partita rappresenta una componente fondamentale della crescita del Napoli. Non è possibile mantenere lo stesso ritmo per novanta minuti e proprio per questo bisogna riconoscere i periodi nei quali è necessario difendersi con ordine e aspettare che l’inerzia torni favorevole.

La sosta offre l’occasione per lavorare anche su questi dettagli. Il Napoli tornerà in campo il 10 ottobre contro il Frosinone, appuntamento che aprirà una fase particolarmente intensa del calendario, con impegni ravvicinati ogni tre giorni.

Con una serie così fitta di partite, la gestione delle energie e dei momenti diventerà ancora più importante. Allegri vuole quindi eliminare quei blackout che hanno già avuto conseguenze pesanti nelle prime settimane.

Il Napoli deve imparare a trasformare i propri momenti favorevoli in punti di forza, evitando di riaprire immediatamente partite che sembrano indirizzate. La qualità non manca, ma per compiere il salto richiesto dal tecnico serviranno maggiore concentrazione, cattiveria e capacità di interpretare i minuti decisivi.

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