Quando il Napoli ha dovuto fare a meno di Anguissa, la presenza di Billy Gilmour è diventata fondamentale. Senza fare troppo rumore, il centrocampista scozzese ha sfruttato ogni occasione per dimostrare la sua utilità alla squadra. Con l’infortunio del compagno di squadra e il ritorno di Frank, Gilmour ha trovato spazio e ha convinto il tecnico Antonio Conte, che lo ha definito una risorsa indispensabile. La coppia Lobotka-Gilmour, affiancata dall’inamovibile McTominay, ha offerto solidità, ordine e qualità al centrocampo, tanto che anche l’assenza di Anguissa non ha intaccato le certezze del reparto. Lo riporta il Corriere dello Sport.
Gilmour: un regista versatile e determinato
La sua capacità di leggere il gioco e la sua propensione alla verticalizzazione lo rendono un perfetto complemento per il calcio dinamico voluto da Conte. Il momento chiave della sua stagione è stato contro la Fiorentina, dove un’azione magistrale ha messo in evidenza le sue qualità: recupero palla, rapido passaggio in verticale e assist preciso per Raspadori. Gilmour ha dimostrato di essere un regista mobile, sempre pronto a cercare l’orizzonte lontano e a portare la squadra verso la porta avversaria.
A soli 23 anni, Gilmour è già un veterano della nazionale scozzese, con 36 presenze internazionali, e il suo talento non è passato inosservato. McTominay, compagno di squadra al Napoli, lo ha definito “Maestro”, un soprannome che ha conquistato il cuore dei tifosi, che vedono in lui un alleato perfetto per Lobotka e un partner ideale per la manovra offensiva.
La fiducia di Conte e il ruolo da protagonista
La scelta di Conte di puntare su Gilmour è stata una mossa vincente, specialmente in una partita delicata come quella contro l’Inter, dove il giovane scozzese ha dato il suo meglio. Nonostante le numerose aspettative e le sfide a centrocampo, Gilmour si è guadagnato la fiducia del tecnico e ora, con il rientro di Anguissa, si prepara a giocarsi un ruolo da protagonista nel finale di stagione. La possibilità di essere impiegato anche come “play-spalla”, accanto a Stani, ha arricchito il suo repertorio e reso ancora più interessante la sua presenza nella formazione.
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