Il Napoli di Antonio Conte, sesto attacco della Serie A con 45 gol all’attivo, è stato spesso criticato per la scarsa concretezza sotto porta. Ma i numeri raccontano un’altra verità: il vero problema della squadra azzurra è la tenuta difensiva, peggiorata sensibilmente nel girone di ritorno. Una flessione che ha inciso in modo decisivo sui risultati e rischia di compromettere la corsa scudetto. Lo riporta il Corriere dello Sport.
Dopo una prima parte di stagione positiva, con 32 punti raccolti in 15 giornate, frutto di 10 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, il Napoli ha segnato 21 gol con una media di 1,4 a partita e ne ha subiti 10 (0,66 di media). Spiccano soprattutto i 9 clean sheet ottenuti, segnale di un assetto difensivo solido e ben organizzato, anche grazie a una buona fase di contenimento.
Il cambio di passo negativo arriva nel periodo successivo. Dalla 16ª alla 29ª giornata, pur migliorando in attacco (24 gol, 1,7 di media), la squadra ha mostrato crepe evidenti in difesa: 13 gol subiti in 14 gare, con una media salita a 0,93 a partita. I clean sheet sono scesi a 4, e nel girone di ritorno ne sono arrivati soltanto due in dieci gare. L’ultimo, a Venezia, ha interrotto un digiuno lungo otto partite.
Il paradosso è evidente: con un attacco che ha prodotto di più, è stata la retroguardia a tradire, facendo emergere un problema di equilibrio che rischia di diventare fatale in un campionato in cui ogni dettaglio pesa. L’efficacia offensiva resta limitata ai numeri di Lukaku (10), Raspadori (4), Politano (2), Neres (2), Simeone (1), Ngonge e Okafor fermi a zero.
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