Frank Zambo Anguissa non ha mai brillato così tanto nella sua carriera come nel Napoli di Antonio Conte. Il centrocampista camerunese, che in estate aveva seriamente valutato l’idea di cambiare aria, è oggi una delle colonne portanti del progetto azzurro, trasformato dal tecnico leccese in una mezzala d’assalto e terminale offensivo micidiale. Sei gol e cinque assist nella scorsa stagione lo hanno già reso il suo miglior anno di sempre sotto porta, e l’obiettivo ora è superarsi anche in Champions League.
Contro il Cagliari è arrivato un altro gol pesante, a tempo scaduto, che ha risvegliato nei tifosi il ricordo della prodezza contro il Parma di un anno fa. Stessa corsa liberatoria verso la panchina, stesso abbraccio collettivo, stessa energia che travolge lo stadio Maradona. Il “graffio del Re Leone” è ormai una costante delle partite del Napoli, e l’ambiente partenopeo non può più farne a meno.
Un nuovo contratto all’orizzonte
Come riporta La Gazzetta dello Sport, dopo aver esercitato l’opzione per prolungare il contratto fino al 2027, il club partenopeo ha già pronto un nuovo accordo fino al 2028, con un adeguamento dell’ingaggio come riconoscimento della sua fedeltà e del suo rendimento. La trattativa è solo rimandata, ora che il mercato si è chiuso: la volontà reciproca di continuare insieme è chiara.
Una scelta di vita rimandata
A luglio, Anguissa era pronto a voltare pagina. Il suo entourage aveva lasciato intendere che a 30 anni (che compirà a novembre), Frank volesse affrontare una nuova esperienza, sia umana che professionale. Tuttavia, le offerte ricevute non hanno soddisfatto le aspettative economiche del Napoli, e nemmeno le ambizioni personali del calciatore. Così, la decisione di restare è maturata naturalmente, anche grazie alla ritrovata competitività del progetto azzurro, con arrivi di spessore come quello di Kevin De Bruyne.
L’arrivo del fuoriclasse belga, anziché ridurre lo spazio di Anguissa, ha riacceso la sua determinazione, consolidando il suo ruolo centrale nella squadra.
Il legame profondo con la città
Ma non è solo una questione tattica. Anguissa è un uomo spogliatoio, un riferimento silenzioso ma carismatico, capace di parlare nei momenti che contano. Dopo ogni gol alza lo sguardo e indica il cielo, dedicando le sue reti a Daniele, il piccolo amico scomparso a cui portava il nome scritto sul polso. È un gesto che va oltre il calcio, simbolo di un legame personale e autentico con la città e i suoi tifosi.
Insostituibile, in ogni modulo
Conte ha costruito attorno a lui un centrocampo elastico e aggressivo. Che sia 4-3-3, 4-2-3-1 o 4-1-4-1, Frank è sempre presente, sempre pronto a rompere le linee, a recuperare palloni e a inserirsi con tempismo in area avversaria. È il giocatore che trasforma un’azione normale in una possibilità concreta di gol, come ha dimostrato ancora una volta nel finale contro il Cagliari: dopo una clamorosa occasione sfumata per un salvataggio di McTominay, ha insistito fino all’ultimo secondo, trovando il gol vittoria su un pallone sporco in area.
Una determinazione che riassume perfettamente lo spirito di Anguissa e del nuovo Napoli, una squadra costruita per non arrendersi mai, per lottare su ogni pallone, per non mollare nemmeno quando tutto sembra perduto.
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