Andrea Carnevale, storico ex attaccante del Napoli e oggi capo osservatore dell’Udinese, ha parlato a La Gazzetta dello Sport dell’inizio di stagione del Napoli, di De Bruyne e Hojlund. Ecco le sue parole.
CARNEVALE. “Mi aspetto che il Napoli si giochi lo scudetto con il Milan, che la Roma funga da quarto incomodo perché un po’ dietro le due sopra citate ci sta l’Inter. Gasperini mi piace come persona e come tecnico, è uno di quegli allenatori che costruiscono un calcio identitario, uguale a nessun altro. Lo dice l’Atalanta che ha vinto l’Europa League ed è stata protagonista a lungo in campionato, ma più in generale lo sottolinea la sua storia. E per adesso ha potuto incidere poco, ha solo bisogno di allenarli. Il Napoli è forte di suo, ha un suo progetto che va avanti da quindici o forse venti anni, ha aggiunto classe esagerata con De Bruyne. E poi ne ha altri, ovviamente: in partite sporche, emerge sempre un Anguissa che la sistema o un Hojlund che la decide. Stiamo parlando di calciatori che spostano l’equilibrio e non è un dettaglio ma rendono tali le sofferenze a cui sei costretto. Poi sono stordito da Modric e da De Bruyne, che rappresentano il calcio. Uomini con una intelligenza superiore, che ti incantano anche mostrando solo l’idea che vorrebbero realizzare. La risolvono da soli, in certi momenti delicati. Io Kevin me lo ricordo quando aveva 18 anni e giocava nel Genk, ce l’ho ancora davanti agli occhi, ti colpiva all’epoca per la naturalezza delle sue giocate e per la capacità di saper guidare i compagni nonostante la giovanissima età. Lui è nato campione, la sua carriera lo ha dimostrato ampiamente. E adesso, chiaramente, è ancora più bello da vedere. Hojlund? Gran bel giocatore, che sente la porta e la vede, la attacca cercando la profondità o aggredendola, sa stare tra le linee. Stranisce la sua esperienza in Inghilterra, con il Manchester United, in cui ha reso meno di quanto la sua quotazione di mercato lasciava attendere“.


