Francesco Montervino è tornato a parlare del Napoli, soffermandosi sul periodo complicato attraversato dalla squadra di Antonio Conte. Ai microfoni di Radio Marte, l’ex centrocampista ha offerto una lettura lucida su alcuni nodi tattici e tecnici, con uno sguardo anche alle prospettive future in chiave mercato e rotazioni.
Montervino analizzai momento del Napoli
Tra i temi principali affrontati c’è quello di Lorenzo Lucca, attaccante che, secondo Montervino, non sta rendendo come ci si aspetterebbe. “Non credo sia disinteressato, ma può dare l’impressione di esserlo,” ha dichiarato, sottolineando però come il problema sia più legato alla sfera tecnica che a quella mentale. Lucca – ha spiegato – è un profilo con potenziale ancora inespresso, limitato anche dal poco spazio a disposizione. Con il rientro di Lukaku, infatti, le sue possibilità di impiego rischiano di ridursi ulteriormente. “Il prezzo pagato per lui pesa: 35 milioni creano aspettative importanti, ma ha le qualità per fare meglio.” Spazio anche a Vergara, che secondo Montervino potrebbe trovare la sua dimensione ideale in un centrocampo a tre. L’ex capitano lo definisce un intermedio offensivo dotato di buone qualità tecniche, pronto a mettersi in mostra. Il match di Udine, a suo avviso, potrebbe rappresentare un’occasione utile per inserire volti nuovi e testare soluzioni alternative.
Molto interessante anche l’analisi sul duo McTominay-Elmas, che Montervino ritiene ben assortito dal punto di vista delle caratteristiche. “McTominay ha forza fisica, Elmas maggiore rapidità. Insieme si completano,” ha affermato, precisando però che manca loro la maturità tattica di un giocatore come Lobotka. Questo aspetto – la capacità di leggere le situazioni di gioco – è ciò che ancora manca per rendere la coppia pienamente affidabile sul lungo periodo. Infine, Montervino ha posto l’accento sulla gestione atletica del gruppo. Dopo il crollo fisico registrato nella trasferta di Lisbona, l’ex calciatore suggerisce di adottare una rotazione più ampia, soprattutto nelle sfide meno proibitive. A Udine, quindi, potrebbe esserci spazio per alcuni elementi finora meno utilizzati, con l’obiettivo di evitare i cali di rendimento nei finali di gara.


