ESCLUSIVA – Jolanda De Rienzo: “Napoli-Eintracht? Le insidie dipendono…dal Napoli! Progetto azzurro vincente, su Kvaratskhelia…”
Quella di domani può essere per il Napoli una serata storica: la gara di ritorno contro l’Eintracht Francoforte può regalare infatti i quarti di finale della Champions League per la prima volta agli azzurri. Abbiamo parlato di questa gara così importante con la collega Jolanda De Rienzo, giornalista di Sportitalia e non solo, in esclusiva per il nostro portale.
Quali sono le insidie che il Napoli può incontrare nela gara con l’Eintracht e, soprattutto, dipendono più dall’avversario o da potenziali cali di concentrazione?
“Rispetto a quello che abbiamo visto all’andata, le insidie per la gara di ritorno possono dipendere solo dal Napoli stesso. La tensione, la testa impegnata, un impatto psicologico negativo che però non credo ci sarà, visti gli allenamenti e la grande concentrazione dei ragazzi. L’Eintracht perde pedine fondamentali come Kolo Muani per il rosso rimediato all’andata, anche Lindstrom non ci sarà. Sicuramente i tedeschi non vivono uno stato di forma importante. Nel Napoli Kim e Meret hanno avuto dei problemi, Kvara si è un po’ fermato durante la giornata ma la squadra è pronta per questo ritorno di Champions. Peraltro si gioca davanti al proprio pubblico, quindi impossibile steccare”.
Ritieni corretta la decisione di vietare la trasferta ai tifosi tedeschi?
“No, perché prima di tutto la trasferta è stata vietata agli abitanti di Francoforte e si che l’Eintracht non ha tifosi solo lì. E poi perché ci sono sempre dei rimedi che possono tutelare la sicurezza pubblica e negli stadi senza vietare la trasferta a tutti i tifosi, perché ci sono quelli che vogliono solo seguire la squadra, che meritano di vedere la Champions. Quindi non lo ritengo giusto, che venga punito il tifoso del Napoli o di un’altra squadra, italiana o estera. Ci può e ci deve essere il modo di mettere in sicurezza gli stadi e gli ambienti circostanti a essi in occasione di partite del genere, dovrebbe essere l’impegno di tutti. Quando accadono cose del genere significa che qualcuno ha fallito”.
In caso di passaggio del turno quale squadra pensi che, per caratteristiche, possa essere un po’ la kryptonite degli azzurri?
“Non penso che ce ne sia una in particolare, prima o poi in Champions una squadra forte la si deve incontrare. L’importante è dimostrare di non perdere la propria identità, di avere un gioco che sicuramente si possa esprimere ad altissimi livelli. Se il Napoli si mette in testa di vincere la partita per me può battere qualsiasi compagine. Il PSG in Champions ha dimostrato spesso che i soldi non fanno la differenza ma la fa il progetto e quello del Napoli è sicuramente vincente”.
Il passaggio ai quarti di finale di Champions League sarebbe storico. A quale emozione del passato azzurro la paragoneresti?
“A livello di storia personale e di tifosa e appassionata, le emozioni più grandi le ho provate quando il Napoli è tornato in Champions League per la prima volta durante la gestione Mazzarri. Le partite con Cavani contro il Bayern Monaco, il Manchester City o il Chelsea sono state emozioni grandissime. Ero allo stadio, il cuore mi batteva a 1000, l’adrenalina a palla non faceva dormire prima delle partite. C’era la sensazione di essere una cosa sola con le persone presenti lì a tifare, la sentivo sulla pelle e sono sicura l’abbiano sentita anche i giocatori: quando una marea così ti sostiene puoi fare solo bene. E infatti il Napoli andò oltre le più rosee aspettative del passaggio di quel girone infernale.
Chiunque in quella fase a gironi può vantare una partita fenomenale. Da De Sanctis che parò il rigore contro il Bayern a Lavezzi fino a Cavani, la difesa con Campagnaro. L’unica squadra a fermare il Napoli fu il Chelsea nella gara di ritorno degli ottavi e forse se non ci fosse stato quel mancato gol di Maggio all’andata per il potenziale 4-1 avremmo potuto raccontare un’altra storia. Quel Chelsea poi vinse la Champions.
Mi auguro che questo Napoli faccia vivere delle emozioni ancora più belle. Per me che ho vissuto Maradona solo nei ricordi degli altri vedere il Napoli vincente è una soddisfazione unica, si è lottato tanto per emergere e ora ci sono le rivincite sul campo. Al gol di Kvaratskhelia mi sono emozionata talmente tanto da cominciare a urlare e saltare. Perché stavo vedendo un calcio spettacolo, un ragazzo che magari ha provato a fare quel doppio passo tantissime volte e che poi lo fa in campo, al Maradona, segnando. Mi sono emozionata tanto per la qualità di gioco e per le storie romantiche che sono vicine al calcio. E questo Napoli di storie romantiche nel suo percorso attuale ne sta raccontando tante”.
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