Il bello del calcio è che tutto è discutibile e opinabile, ma secondo la maggior parte degli osservatori, il Napoli targato Rudi Garcia è decisamente meno brillante di quello spallettiano. Questo non per forza dee essere un male se alla fine i risultati saranno gli stessi.
Napoli: Garcia vuole i risultati, la bellezza può attendere
Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, il Napoli di Berlino è la sublimazione del cinismo: un tiro, un gol e qualificazione agli ottavi di Champions League quasi risolta. Purtroppo, per Garcia, è inevitabile il confronto con il capolavoro di Spalletti che in più aveva Kim e aveva visto sette delle prime otto gare del girone, cedendo solo ai Reds a giochi fatti. Però nei quarti, contro il Milan, ha pagato lo sforzo supremo di otto mesi a velocità folle, forse l’unico appunto che si possa fare al tecnico campione d’Italia. Difficile immaginare che Garcia stia pensando a risparmiare energie, vista anche la precarietà recente della panchina, ma semplicemente, ha intrapreso una strada diversa dal predecessore, cercando di trasferire un’identità personale alla squadra. Vuole che questo sia ricordato come il “suo” Napoli, più difensivo, spietato e “gestore”. Insomma, la bellezza può attendere, i risultati vengono prima di tutto.
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