Edoardo Artistico, il rigore illusorio e il menisco maledetto

Edoardo Artistico, il rigore illusorio e il menisco maledetto. Amarcord su un attaccante forte ma sfortunato in azzurro

Napoli

Edoardo Artistico, attaccante di origine napoletana nato però a Trastevere, si è distinto nel panorama calcistico italiano per la sua unica capacità di segnare in tutte le principali categorie, dalla Serie D alla Serie A. La sua carriera, costellata di gol con le maglie di diverse squadre tra cui Vicenza, Monza, Ancona, Salernitana, Torino e, infine, Crotone, prende una svolta nel gennaio del 2002 quando, messo fuori rosa dall’allenatore Giuseppe Materazzi, viene acquistato dal Napoli.

La mezza stagione di Artistico a Napoli

Il club azzurro, guidato all’epoca da Luigi De Canio, era in piena lotta per un posto nei primi quattro della classifica che avrebbe garantito la promozione in Serie A. Il girone d’andata aveva visto la squadra arrancare e il reparto offensivo, con nomi come Stellone, Graffiedi, Floro Flores, Rastelli e Sesa, non brillava certo per efficacia. L’arrivo di Artistico era quindi visto come il rinforzo ideale per rilanciare le ambizioni del Napoli.

La missione di Artistico era chiara: portare i gol pesanti che avrebbero potuto fare la differenza in chiave promozione. Tuttavia, il destino aveva in serbo un altro scenario. A causa di un infortunio al menisco, il suo contributo si limitò a solamente quattro presenze, di cui due da titolare, con un modesto bottino di un gol, segnato su rigore in un pareggio 1-1 contro la Ternana. In quella partita, il gol di Artistico aveva dato momentaneamente il vantaggio al Napoli, ma non fu sufficiente per cambiare le sorti del campionato.

Il Napoli terminò la stagione al quinto posto, mancando dunque l’agognato ritorno in Serie A. Artistico fece ritorno a Crotone, dove ritrovò la forma e la titolarità, segnando nuovamente con regolarità.

Nonostante il suo breve e turbolento periodo al Napoli, la storia di Edoardo Artistico rimane un intrigante “what if” nel racconto degli anni in cui il club lottava per ritornare in Serie A. Il suo trasferimento è uno di quei momenti amarcord, un ricordo di quando un giocatore locale tornò a vestire l’azzurro, anche se in sordina, portando con sé speranze e aspettative che, purtroppo, non si materializzarono come molti avrebbero sperato.

Redazione

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