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Udinese-Napoli, l’analisi del giorno dopo: la copia di Cagliari e l’ennesima illusione

Udinese-Napoli, l'analisi del giorno dopo: la copia di Cagliari e l'ennesima illusione di una stagione ormai quasi del tutto sepolta

Udinese-Napoli
Udinese-Napoli

Nonostante un risultato identico a quello ottenuto lo scorso anno, il Napoli vive oggi un momento completamente diverso. A dispetto della stessa cifra sul tabellone, infatti, gli stati d’animo non potrebbero essere più distanti. In un match che ricorda dolorosamente quello di Cagliari, il Napoli ha ancora una volta dissipato un’occasione cruciale, subendo un gol nel recupero e incrementando la frustrazione e l’incredulità di una stagione che si sta rivelando un disastro.

L’analisi dell’ennesima gara buttata via

La speranza sembra ormai un lusso inutile per i tifosi azzurri. Tuttavia, non tutto nel primo tempo è da scartare. In altre circostanze, avremmo potuto descrivere i primi 45 minuti come tipici del Napoli degli ultimi anni: dominio del possesso palla, un’altezza tattica ma con una coesione notevole. Purtroppo, l’assenza dell’imprevedibilità di Kvaratskhelia ha pesantemente ridotto l’efficacia offensiva della squadra, che quest’anno fatica a segnare anche nelle situazioni più favorevoli.

Nonostante un primo tempo teoricamente solido, la mancanza di vere occasioni ha quasi completamente annullato il dominio territoriale. Nel secondo tempo, il Napoli ha segnato con un cinismo discreto al suo secondo tiro in porta. Tuttavia, il problema è emerso nel tentativo di gestire il vantaggio, una strategia fallita vista l’incapacità di mantenere la rete inviolata, con l’ultimo “clean sheet” che risale a gennaio.

L’Udinese, nonostante una prestazione generalmente passiva, è riuscita a pareggiare grazie a Success, che non trovava il gol in Serie A da più di un anno. Cajuste mostra segni di miglioramento, anche se la sua prestazione è stata intermittente. Anguissa, dopo una buona prova contro la Roma, è tornato a deludere, mostrando una forma fisica e un impegno insufficienti.

Matteo Politano continua a mostrare la sua buona forma con un altro assist importante e Victor Osimhen ha segnato un gol memorabile, rendendo ancora più amaro il fatto che non sia stato disponibile per gran parte della stagione. Hamed Traorè ha commesso un fallo ingenuo che ha portato al gol del pareggio dell’Udinese, un errore non necessario in una zona del campo che non presentava pericoli immediati.

Ormai, il discorso sul Napoli è amaro. La squadra mostra di non saper riconoscere i pericoli, manca della cattiveria necessaria per chiudere le partite e non dimostra la grinta per imporsi con rispetto. Nonostante non giochi male, manca di tutte le altre componenti essenziali che dovrebbero supportare la tecnica.

La mancanza di una qualificazione europea sembrebbe onestamente un epilogo giusto per una squadra che ha commesso troppi errori. È una fine stagionale che riflette la realtà di un’annata fallimentare, molto lontana dall’alta nota raggiunta con la stessa partita solo un anno fa. E a cui bisognerà porre rimedio, con acquisti utili e mirati, oltre che la scelta di un allenatore che sappia entrare nella testa della sua rosa.

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