Nelle ultime settimane l’Atalanta ha conquistato meritatamente la vetta della Serie A. Attualmente gli orobici vantano 2 punti di vantaggio sul Napoli (battuto in maniera netta nello scontro diretto al Maradona) e 3 sull’Inter, che però deve recuperare la gara contro la Fiorentina. Nonostante l’Atalanta stia facendo benissimo sotto il profilo del gioco, nelle ultime gare ci sono stati alcuni episodi arbitrali che avrebbero potuto cambiare il destino di alcune gare dei bergamaschi.
Gli episodi dubbi a livello arbitrale che riguardano l’Atalanta
Uno degli episodi in questione è quello di Atalanta-Udinese 2-1, gara che gli orobici hanno vinto in rimonta dopo un iniziale svantaggio. Una delle proteste più grandi arriva al 22′, per via di un tocco col braccio di Hien in area di rigore. Su una situazione di calcio d’angolo, infatti, il difensore ex Verona allarga istintivamente il braccio colpendo il pallone con il gomito. Né l’arbitro Di Bello negli addetti alla sala VAR ritengono idoneo un intervento. Nella stessa gara, l’Udinese si è lamentata anche per un gol annullato a Davies per una spinta ai danni di De Roon. In questo caso, la scelta di campo dell’arbitro prevale sul resto, nonostante la perplessità dei friulani.
Un’altra gara che ha fatto molto discutere è stata quella contro il Milan, per via del fatto che in occasione dell’1-0 arrivato tramite il più classico dei gol dell’ex, a firma De Ketelaere, il belga possa aver fatto fallo su Theo Hernandez in fase di salto per colpire il pallone con la testa. In particolare, l’allenatore del Milan Paulo Fonseca si è molto lamentato per la decisione di non fermare il gioco.
L’episodio più recente riguarda invece la trasferta a Cagliari. Sullo 0-0, infatti, Kossounou colpisce in scivolata il pallone con il braccio largo, dopo un rimpallo sulla coscia destra. Lo stesso moviolista DAZN ex arbitro Luca Marelli ha spiegato come, pur toccando prima la gamba, il pallone finisca su un braccio posizionato in maniera alta e fuori controllo. Perciò, poteva e doveva esserci calcio di rigore.
In chiave Napoli, un piccolissimo episodio – assolutamente non influente ai fini del netto risultato – riguarda la mancata ammonizione di Retegui. L’attaccante, infatti, dopo aver segnato il gol dello 0-3, si toglie la maglia ma erroneamente non viene ammonito dall’arbitro.
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