Lukaku, il giudizio di Sarcì: “Avevo dubbi, ma anche a Napoli è stato decisivo”

L’ex responsabile del vivaio dell’Anderlecht su Romelu: “È una chiave per scardinare le difese. Con Conte sempre determinante, anche nei momenti difficili”

Massimo Sarcì, ex responsabile del settore giovanile dell’Anderlecht, ha raccontato la sua visione su Romelu Lukaku, uno dei protagonisti della stagione del Napoli, intervistato da TMW. Un’opinione autorevole, quella di chi ha contribuito alla crescita del centravanti belga e che lo stesso attaccante ha voluto ricordare nella sua autobiografia.

“È un orgoglio che Lukaku abbia parlato di me”, ha esordito Sarcì, che ha poi spiegato i dubbi iniziali sul ritorno in Serie A del bomber, stavolta in maglia azzurra: “Quando è arrivato a Napoli ero incerto. La città è unica, esigente, e Romelu si trovava in una fase diversa della sua carriera rispetto al suo primo approdo all’Inter”.

“Con Conte è un’arma letale”

A sciogliere ogni perplessità è stato, come spesso accade, il fattore Conte: “Se un allenatore come Antonio se lo porta dietro è perché sa perfettamente quanto può essere indispensabile. E anche questa volta ha avuto ragione: Lukaku ha dimostrato di essere ancora decisivo, una chiave per scardinare le difese”.

Secondo Sarcì, infatti, l’importanza dell’ex Chelsea e Roma va oltre i numeri: “Non è stato quello devastante dell’Inter, ma è stato funzionale, presente quando serviva davvero. Ha inciso nelle gare chiave, quelle in cui non si può sbagliare. E lui, in effetti, non ha sbagliato”.

La leadership nello spogliatoio

Un altro elemento cruciale messo in luce dall’ex dirigente belga è il peso specifico di Lukaku nello spogliatoio: “In campo può sembrare che abbia un rendimento altalenante, ma quando arriva il momento cruciale, lui risponde sempre presente. Questo non passa inosservato tra i compagni: è una presenza che dà fiducia, è un leader silenzioso, ma ascoltato”.

“Napoli lo ha esaltato”

Napoli, dunque, non ha fatto scomparire Lukaku, ma ne ha esaltato la maturità tecnica e mentale: “Rispetto al passato si è adattato a una versione più essenziale del suo gioco. Meno strappi, più intelligenza. E ha capito che, anche con meno bagliori, può fare la differenza”, ha concluso Sarcì.

Redazione

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