Adolfo Sormani, ex giocatore del Napoli, ex allenatore della Primavera del Napoli e figlio d’arte (il padre, Angelo, ha giocato nel Napoli negli anni ’70) ha presentato ai microfoni di Salite sulla giostra la partita dei partenopei contro il Copenaghen. Sormani, infatti, ha allenato in Danimarca il Vejle e alle Isole Faroe (protettorato danese) l’HB Torshavn.
Sormani: “Ci sarà ambiente caldo, ultima spiaggia per il Copenaghen. Conte patisce il doppio impegno”
“L’inattività prolungata del Copenaghen? Non so se sia un vantaggio, perchè l’ultima partita ufficiale l’hanno svolta il 13 dicembre, in coppa di Danimarca. Hanno giocato un’amichevole il 10 e una il 14, ma è tutt’altra cosa da pressioni e intensità di una gara ufficiale. È anche un anno particolare, perchè sono quinti in campionato a 12 punti di distacco, una cosa allucinante per un club come il Copenaghen che investe tantissimo sui giovani, con un mix con giocatori più esperti come Cornelius, che è stato in Italia. La Danimarca è il paese che esporta più giocatori nella top 5 europea dei campionati. I ragazzi praticano sport anche durante l’orario scolastico e investono molto nei settori giovanili. Secondo me sono anche più preparati dei nostri. Copenaghen? Non mi meraviglierei se fosse una partita impegnativa, anche perchè l’ambiente allo stadio sarà bello caldo. Quello che il Napoli dovrà temere di più è che sarà l’ultima spiaggia nella stagione dei danesi. Se si portassero a 10 punti potrebbero giocare i playoff. I primi 20 minuti saranno importanti. Doppio impegno? Questione ancestrale della carriera di Conte. Se si guarda la differenza di vittorie fra campionato e coppe si abbassa del 22%, tantissimo. Credo che il tipo di stimoli dati in alllenamento vengono assorbiti in maniera diversa, e quando cominci a giocare in infrasettimanale partite veloci e intense, diventa diversa la gestione. Quindi se nella lunga durata gli allenamenti di Conte producono una resilienza e risultati straordinari, in tornei ravvicinati e corti, come la Champions, hai meno tempo per gestire questi allenamenti molto forti. E ti ritrovi con situazioni di infortunati differenti. Altro aspetto, le rotazioni. Lui non dà molto spazio agli altri oltre ai titolari“.
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