La Figc interviene sui parametri economico-finanziari e modifica le norme che regolano il mercato dei club, introducendo correttivi destinati ad avere un impatto immediato. La revisione delle NOIF consente ora alle società di coprire eventuali squilibri attraverso l’utilizzo delle riserve, superando così i limiti che avevano bloccato alcune operazioni, tra cui quelle del Napoli nella sessione di gennaio. Il caso del club partenopeo aveva acceso il dibattito. Nonostante una situazione economica solida, il Napoli si era trovato impossibilitato a operare in entrata per un vincolo puramente contabile, legato al cosiddetto indicatore del “costo del lavoro allargato”. Questo parametro include stipendi e ammortamenti dei cartellini e non deve superare il 70% dei ricavi.
De Laurentiis vince la sua battaglia sul mercato
La criticità nasceva da una scelta gestionale precisa. Il Napoli utilizza un sistema di ammortamenti accelerati, che concentra gran parte dei costi nei primi anni. Una politica prudente che, però, aveva generato uno squilibrio formale nei parametri, portando al blocco del mercato nonostante la disponibilità economica del club. Con le nuove regole, la situazione cambia. Le società potranno utilizzare sia le riserve di utili non distribuiti sia la liquidità disponibile per coprire eventuali disallineamenti. Le riserve patrimoniali, se distribuibili, potranno essere vincolate per riequilibrare i conti, mentre le risorse finanziarie rappresentano la cassa effettiva disponibile.
L’intervento della Figc punta a correggere un’anomalia evidente. Viene superato il paradosso per cui club economicamente sani rischiavano di essere penalizzati da rigidità tecniche, senza una reale criticità finanziaria. In questo senso, la modifica rappresenta una risposta diretta alle richieste avanzate dal presidente Aurelio De Laurentiis. Non si tratta però dell’unico strumento previsto. I club potranno anche ricorrere ad aumenti di capitale, finanziamenti dei soci o cessioni di crediti, purché si traducano in effettiva immissione di liquidità. L’obiettivo è garantire sostenibilità senza bloccare l’operatività. Accanto alle aperture, arrivano anche nuovi obblighi. Le società dovranno presentare una situazione patrimoniale intermedia al 30 settembre entro il 30 novembre, oltre a quella già prevista al 31 marzo. Sarà inoltre necessario dimostrare con documentazione la copertura di eventuali squilibri. La decisione arriva dopo le tensioni emerse durante il mercato invernale. Alcuni club avevano inizialmente osteggiato modifiche in corsa, ma la revisione è ora diventata realtà, segnando un cambio di approccio nella gestione dei controlli finanziari. Per il Napoli si tratta di una vittoria soprattutto simbolica, arrivata a posteriori ma destinata a incidere sulle prossime sessioni di mercato. Dalla finestra estiva, infatti, il club non dovrebbe più incontrare ostacoli di questo tipo.
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