Nonostante un finale di stagione senza l’obiettivo Scudetto fattibile, il Napoli ha ancora un estremo bisogno di punti e la gara contro il Bologna dovrà cercare di dare agli azzurri più certezze riguardo a 2° posto e zona Champions League. Una partita che si è già verificata due volte in stagione, con una vittoria a testa. Due allenatori con filosofie un po’ diverse, estremamente ancorati al loro lavoro. Proprio per questo, al di là di potenziali sorprese, l’analisi tattica del match sembra consegnare un quadro piuttosto chiaro sulla partita a cui si potrà assistere.
Napoli-Bologna, i potenziali spoiler del match
Come detto, apparentemente si sfidano due allenatori dalle filosofie molto diverse. Da un lato il pragmatico Conte, in grado di adattare il gioco della squadra alla partita e alle necessità. Dall’altra, un Italiano più integralista, con la volontà di proporre sempre un gioco offensivo e una difesa alta. Questo, almeno sulla carta.
Va detto però che, a volte, la narrazione che si vuole dare a situazioni ed eventi appare un po’ travisata e questo è un caso piuttosto specifico. Andando a guardare i numeri, infatti, ci rendiamo conto di come il Napoli abbia 10 gol in più in questo campionato (52 a 42) e una media di tiri a partita leggermente superiore (13,3 contro 13,1), con – di conseguenza – una capacità di conversione nettamente superiore. Anche in termini di possesso palla, in realtà, il Napoli è una squadra migliore del Bologna, con un 58,4% di media contrapposto a un 55,5%. E pure il dato della precisione dei passaggi (86,8% contro 82,9%) dà ragione alla compagine di Conte. Le due squadre, peraltro, posseggono anche la stessa statistica media nei dribbling riusciti (6,5) e la medesima capacità media di tiri da fuori area (4,8), con gli azzurri nettamente più bravi anche a concludere dall’area piccola (1,5 tiri in media, contro gli 0,8 del Bologna). Come sappiamo, poi, il Napoli ha numeri ottimi per i gol su azione manovrata, con 37 reti contro le 28 felsinee. Insomma: in realtà, in termini offensivi, Conte batte piuttosto nettamente Italiano, nonostante le nomee e le etichette.
In cosa, però, il Bologna può far male? Considerato pure che ha vinto più gare in trasferta rispetto a quelle in casa, un dato che non può essere ignorato. Sicuramente i felsinei sono più propensi all’interruzione dell’azione rispetto ai partenopei (7,1 passaggi intercettati in media, contro il 6,1 azzurro) e alla protezione della sfera, essendo la 4^ squadra di Serie A con più falli subiti (14,1). C’è un vantaggio abbastanza concreto anche nei duelli aerei (15,1 vinti in media, contro i 13,1 degli azzurri) e, soprattutto, nella capacità di giocare lungo: infatti, il Bologna è la squadra con la media migliore di passaggi lunghi completati in tutta la Serie A (31,2), mentre il Napoli – di contro – è eccellente con la gestione corta (457,5 di media, 1° posto). Attenzione soprattutto alle fasce laterali, perché il Bologna è la 2^ squadra di A – insieme al Milan – per cross completati in media (4,9), nonché la prima in assoluto per precisione di punizioni (13,7). Anche nella creazione dell’occasione, il Bologna si mostra leggermente superiore al Napoli: 10,1 la media di passaggi chiave, contro il 9,7 della compagine partenopea.
Nel complesso, si può valutare come il Napoli sia una squadra più forte nella struttura “base” del gioco, mentre il Bologna possa vantare forse più soluzioni in termini generali, anche se non sempre efficacissime. Di conseguenza, al di là della narrazione, si prospetta una partita in cui proprio l capacità di equilibrio sarà fondamentale per rendere il gioco offensivo più letale.
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