Scott McTominay si è preso il Napoli e continua a confermarsi uno dei protagonisti della squadra azzurra. Arrivato nell’estate del 2024 dopo una lunga esperienza con il Manchester United, il centrocampista scozzese ha trovato in Campania il contesto ideale per esprimere al meglio le proprie qualità, diventando un punto di riferimento tecnico e caratteriale. In un’intervista rilasciata a GQ Magazine, il numero 8 azzurro ha ripercorso le tappe della sua crescita personale e professionale, soffermandosi soprattutto sul contributo ricevuto da Antonio Conte durante il suo percorso napoletano.
McTominay leader silenzioso del Napoli
«Da numero otto posso sia attaccare che difendere, mi sono sentito subito a mio agio. Conte e tutto lo staff tecnico mi hanno aiutato tantissimo», ha spiegato McTominay, sottolineando quanto il lavoro svolto negli ultimi anni abbia inciso sul suo rendimento.
I numeri confermano la sua evoluzione. Nell’ultima stagione il centrocampista ha raggiunto quota 14 reti complessive, portando il totale a 27 gol nelle sue prime due annate con la maglia del Napoli. Un rendimento che certifica la sua capacità di incidere anche in fase offensiva. «Il duro lavoro viene sempre ripagato. Ho assaggiato il successo e voglio continuare a vincere. Non mi accontento», ha aggiunto lo scozzese, evidenziando una mentalità che lo ha reso uno degli elementi più apprezzati dalla tifoseria partenopea. L’intervista è arrivata a pochi giorni dall’inizio del Mondiale, competizione alla quale la Scozia parteciperà dopo aver conquistato la qualificazione grazie anche a un gol spettacolare dello stesso McTominay contro la Danimarca. Una rete realizzata in rovesciata che ha fatto il giro del mondo e che rappresenta perfettamente il carattere del giocatore. «Tentavo spesso questo tipo di conclusione anche a Napoli. Bisogna fidarsi del proprio istinto e credere sempre nel lavoro che si fa ogni giorno», ha raccontato.
McTominay e la sfida Mondiale
Per McTominay il Mondiale rappresenta molto più di una semplice competizione sportiva. «Sarà qualcosa di meraviglioso per i bambini e per i giovani calciatori. Andranno a scuola o agli allenamenti parlando delle partite e dei loro idoli. Noi daremo tutto senza fare calcoli e sarà anche una grande occasione per imparare dai migliori giocatori del mondo». Nel corso dell’intervista non è mancato un passaggio dedicato al compagno di squadra Rasmus Hojlund, escluso dalla rassegna iridata dopo l’eliminazione della Danimarca negli spareggi. Con il consueto spirito goliardico che caratterizza lo spogliatoio azzurro, McTominay ha svelato un simpatico retroscena. «Io e Billy Gilmour abbiamo appeso tutte le foto di quella partita sul suo armadietto», ha raccontato sorridendo. L’ex Manchester United è tornato anche sulla decisione che ha cambiato la sua carriera: lasciare l’Inghilterra per trasferirsi a Napoli. Una scelta che inizialmente comportava inevitabili incognite, ma che si è rivelata fondamentale per la sua crescita. «Uscire dalla propria zona di comfort può fare paura, ma è anche qualcosa di straordinario perché ti permette di crescere. La carriera di un calciatore è breve e bisogna viverla fino in fondo», ha spiegato.
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io direi no, per struttura fisica e mentalità. Antonio lo ha solo seguito…