Aurelio De Laurentiis è tornato in Italia e il tema principale resta quello della panchina del Napoli. Per la prima volta il presidente azzurro ha citato pubblicamente Massimiliano Allegri, mantenendo però una linea di assoluta prudenza fino al completamento dell’iter formale.
«Di Allegri non se ne può e non se ne deve parlare fino a quando non lo avremo veramente e non lo presenteremo», ha dichiarato De Laurentiis, sottolineando come ogni valutazione sul nuovo progetto tecnico verrà rimandata all’annuncio ufficiale. Il presidente ha comunque ribadito gli obiettivi della società: «Le scelte si fanno sulla continuità. Vogliamo restare competitivi, rimanere in alto e migliorare anche in Europa». Il numero uno partenopeo, rientrato dagli Stati Uniti insieme alla moglie Jacqueline, ha partecipato a un incontro al Molo San Vincenzo come ospite dell’ambasciatore americano Tilman J. Fertitta, affrontando diversi temi legati al presente e al futuro del club.
Firma vicina
L’accordo con Allegri viene ormai considerato definito, ma manca ancora l’ultimo passaggio burocratico prima dell’annuncio. L’allenatore dovrà infatti risolvere il contratto che lo lega ancora al Milan fino al 30 giugno 2027, dopodiché potrà sottoscrivere il nuovo accordo con il Napoli.
L’intesa tra le parti prevede un contratto fino al 2029 e, secondo le indiscrezioni, la firma potrebbe arrivare nei prossimi giorni, al più tardi all’inizio della prossima settimana.
Nel frattempo, Allegri è già operativo nella pianificazione della nuova stagione, lavorando quotidianamente insieme al direttore sportivo Giovanni Manna sulle strategie di mercato e sulla costruzione della rosa.
Le riflessioni sul calcio italiano
Nel corso del suo intervento, De Laurentiis ha parlato anche del sistema calcio italiano, congratulandosi con Giovanni Malagò per il nuovo incarico alla guida della FIGC. Secondo il presidente del Napoli, è necessario avviare una profonda riforma dell’intero movimento. «C’è da rifondare tutto il sistema. Serve un tavolo di confronto tra tutte le componenti del calcio italiano per capire cosa non ha funzionato. Se in Europa il calcio fatica dal punto di vista economico, significa che qualcosa deve cambiare», ha spiegato.
De Laurentiis ha inoltre indicato il modello sportivo statunitense come riferimento per il futuro, sostenendo che il calcio italiano debba avere il coraggio di rinnovarsi per recuperare competitività sia sul piano economico sia su quello organizzativo.
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