The day after Fiorentina-Napoli 1-1: la crescita c’è, ora devono arrivare cazzimma e fortuna

The day after Fiorentina-Napoli 1-1: la crescita c'è, ora devono arrivare cazzimma e fortuna

Fiorentina-Napoli
Fiorentina-Napoli

Due punti persi o un punto guadagnato? Fiorentina-Napoli conferma molte cose buone viste di recente, sottolinea delle criticità già presenti. La squadra non perde, ma nemmeno vince. La classifica, per quanto possa contare ora, latita un po’. C’è tempo e sicuramente ne servirà per vedere un Napoli sportivamente più cinico e spietato.

The day after Fiorentina-Napoli 1-1, l’analisi del primo tempo

I primissimi minuti di partita sono stati forse i più incoraggianti finora della gestione Allegri. Il Napoli ha scelto di controllare il possesso del pallone, facendolo girare il più possibile – neanche troppo lentamente, rispetto al solito – e provando poi a trovare spazi con continui (e anche tecnicamente precisi) cambi di gioco, che sono diventati il tema portante della costruzione offensiva della squadra per larga parte della gara, creando superiorità sulle fasce grazie alle sovrapposizioni dei terzini. Se bisogna trovare un difetto, sicuramente una predisposizione – già vista nello scorso biennio – a far diventare questo possesso un po’ troppo sterile a livello orizzontale, senza forzare troppo la mano sulla verticalità. Anche per questo, nella fase centrale della frazione, la Fiorentina è poi uscita un po’ per sviluppare verticalmente, chiudendosi in realtà abbastanza bene dietro e creando pericolose occasioni in avanti identificabili nelle due traverse colpite. Lo schema da corner (molto bello) che porta al gol Gilmour di fatto non cambia nemmeno tanto la sceneggiatura del primo tempo, con il Napoli ancora più convinto dei propri mezzi (ma senza accelerazioni notevoli) e una squadra viola che non sempre è riuscita a emergere con velocità per il contrattacco. I ragazzi di Allegri sono parsi in controllo, accettando ritmi discreti e cercando poi di addormentarli con il possesso quando possibile. Certamente il miglior primo tempo della gestione Allegri, sia per efficacia che per prestazione.

The day after Fiorentina-Napoli 1-1, l’analisi del secondo tempo

Nel secondo tempo Vanoli si gioca la carta di un terzino più offensivo come Valdepenas, per costringere Politano a stare più basso e provare a sua volta ad alzare il baricentro. Una mossa che paga, con il gol fortunoso (ma meritato) di Jimenez che conforta gli sforzi di una Fiorentina che effettivamente meritava il pareggio. Dopo il gol del laterale destro la partita si apre, diventa ancor più divertente, con squadre più spaccate e che provano a vincerla in egual maniera. Le occasioni fioccano, non è certamente possibile fare una valutazione coerente delle fasi difensive, né del lavoro tecnico, con tanti passaggi sbagliati e varie imprecisioni tecniche da una parte e dall’altra e un caldo notevole che ancora una volta è diventato un fattore. Fiorentina e Napoli si sono date battaglia, nessuna delle due meritava di perdere, ne esce fuori un pareggio appassionante che, però, a conti fatti, serve poco a entrambe. Soprattutto al Napoli, che avrebbe potuto approfittare del pari tra Roma e Inter per cercare di riavvicinarsi alla vetta.

Considerazioni finali

Tempo fa avevamo parlato di quanto servissero la cazzimma e la fortuna di questo allenatore, che magari spesso ha vinto anche sapendo leggere momenti e sperando in un episodio, piuttosto che generando il luccichio negli occhi della gente. Ieri ne abbiamo vista soltanto una parziale dimostrazione nel primo tempo, a corredo però di una prestazione sostanzialmente volitiva e positiva per molti aspetti, che suggella miglioramenti nella costruzione e nella manovra. Non c’è ancora quell’allegrismo che tanto gli abbiamo criticato e contestato da avversari e che molto ci tornerebbe comodo adesso.

Ora c’è la sosta: verranno recuperati – si spera – quasi tutti gli infortunati, si lavorerà molto su tecnica e tattica e, magari, si acquisirà ancora più fiducia. La stagione è lunghissima, il Napoli ha avuto una partenza tutt’altro che esaltante, a fronte di un calendario certamente non buono, che “ovatta” la valutazione. Si va alla pausa comunque in parte più sereni, con la speranza che si possa vedere anche di meglio, con una rosa più integra. Apparentemente la squadra sembra viva e – se gambe e testa assisteranno – potrà cercare di arrivare a marzo nel clou della stagione e sperare, soprattutto in primavera, in un po’ di cazzimma e fortuna.

Redazione

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