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L’AVVERSARIO – Il Legia Varsavia di Michniewicz: dal Buffon di Polonia alla difesa di ferro

Legia Varsavia

Alla scoperta della Legia Varsavia, prossimo avversario del Napoli in Europa League

Di recente ha perso una partita di campionato in casa contro il Lech Poznan ma la Legia Varsavia (sì, “la”, fonti polacche ci confermano il femminile) è pronta a dare battaglia al Maradona contro il Napoli in Europa League, nella gara valevole per la terza giornata della fase a gironi della competizione. Sorprendentemente prima nel raggruppamento in virtù di 2 vittorie contro Spartak Mosca e Leicester (entrambe di misura e senza subire reti), la squadra di Michniewicz vuole continuare il suo trend positivo in Europa contro un Napoli che invece ha un serio bisogno di vittoria per sperare nella qualificazione.

Come gioca la Legia Varsavia di Michniewicz

A livello base la Legia Varsavia viene schierata in campo con un 3-4-2-1 che poi si trasforma facilmente in 3-5-2 o 3-5-1-1, in cui ovviamente i 3 centrali di difesa vengono assistiti nella doppia fase dalle due ali di centrocampo. Generalmente la difesa a 3 non è un bene in Europa quando si cerca di proporre un gioco piuttosto offensivo. Di contro, però, i polacchi finora hanno messo le barricate e proposto una manovra più speculativa che spettacolare.

La figura dell’allenatore racconta di un uomo capace, carismatico e intelligente. In Polonia, infatti, Czeslaw Michniewicz viene visto come il miglior allenatore polacco ad allenare in patria. Qualcuno lo ricorderà soprattutto perché fu l’allenatore della Polonia Under 21 che impose alla Nazionale di Di Biagio una pesante e decisiva sconfitta in termini di qualificazione durante l’Europeo casalingo (0-1 nella seconda gara). Molti, difatti, lo vedrebbero benissimo anche sulla panchina della Nazionale maggiore.

Michniewicz studia molto la Serie A e il calcio italiano in generale. Di conseguenza, pur non avendo avute avventure “dirette” in Italia, può rappresentare un ostacolo soprattutto sotto questo punto di vista. Va detto però che, un po’ come lo Sheriff in Champions League, seppur in termini diversi quella della Legia sembra una favola intrigante ma forse destinata a terminare. A livello tecnico tra le due squadre non c’è paragone: se il Napoli non commetterà errori grossolani potrebbe anche trovare la vittoria.

Pro

  • Allenatore capace, che conosce bene il calcio italiano seppur a distanza
  • Squadra finora granitica in difesa

Contro

  • Rosa inferiore a quella del Napoli
  • La squadra dà l’idea di aver overperformato e di non essere particolarmente eclatante nella fase offensiva

Il leader

Definito da molti come il Buffon della Polonia, Artur Boruc – che in Italia peraltro ha giocato, nella Fiorentina – è il leader indiscusso della squadra, che giochi o meno. Portiere molto valido, non è più sul treno del grande salto ma per una squadra come la Legia è un vero e proprio lusso.

La sorpresa

Molti non se lo aspettavano, essendo un acquisto arrivato in prestito gratuito. Ma il trequartista portoghese Josué sta ritagliandosi uno spazio importante nel club. Tra le altre cose, 2 assist (uno in Europa League contro il Leicester, uno in campionato). Da tenere d’occhio anche l’esterno sinistro Mladenovic.

La formazione tipo

LEGIA VARSAVIA (3-5-2): Boruc; Jedrzejczyk, Wieteska, Nawrocki; Johansson, Slisz, Kharatin, Luquinhas, Mladenovic; Josué, Emreli.

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