Musah va contestualizzato, non giudicato per il nome

Musah va contestualizzato, non giudicato per il nome. Un processo che andrebbe fatto per ogni calciatore

musah sanchez

Ritorno di fiamma (si era veramente mai sopita?) per Yunus Musah, con il Napoli che torna alla carica vista la recente abbondanza nel reparto rossonero. Alla fine, se ci pensate, Musah sin dall’inizio era stato individuato come il perfetto vice Anguissa da Conte e del Napoli, quindi si torna realmente al punto di partenza. Il problema, più che altro, sarà che il Milan deve vendere ma non svendere: dopo tutti i soldi spesi per Ricci e Jashari, dubitiamo che i rossoneri faranno sconti sul cartellino del giocatore.

Già si leggono tante critiche sui social ma, come al solito, si nota anche poca capacità di pensiero verticale. Bisognerebbe sempre comprendere che non va giudicato il giocatore in sé, quanto – invece – ciò che quel determinato elemento può dare alla squadra, in uno specifico contesto. Musah, evidentemente, ha caratteristiche fisiche e atletiche in linea con le garanzie che cerca Conte e, secondo noi, sgrezzato a dovere, diventerebbe bravissimo anche negli inserimenti offensivi.

Come nel caso di Miretti, bisognerebbe smettere di guardare solo al nome del calciatore prima di esprimere un giudizio e farsi invece una domanda: a cosa potrebbe servire? In questo caso, peraltro, Musah giocherebbe raramente dall’inizio e spesse volte, invece, da subentrato. Ora bisogna solo capire se il Napoli vuole davvero spendere 25 milioni per un’alternativa o andare alla ricerca di profili meno costosi

Redazione

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