Antonio Conte resta Antonio Conte, anche quando il Napoli vola in vetta alla classifica. È esattamente in questi momenti – quelli di massimo successo – che il tecnico pugliese dà il meglio (e il peggio) del suo carattere, tra frecciate, tensioni e sfoghi ad alta intensità. Il suo stile di leadership resta invariato: combattivo, irrequieto, competitivo fino all’ossessione. Ne parla Gazzetta.it.
Scontro con Lautaro, parole forti a Marotta e Anguissa
Nel giro di pochi giorni Conte ha messo nel mirino più di un bersaglio. Sabato, contro l’Inter, lo scontro verbale con Lautaro Martínez è diventato virale: tra i due volano parole pesanti, segno che i rapporti dal tempo della convivenza all’Inter non sono mai stati idilliaci. Ma non finisce lì.
Neanche l’ex compagno di avventure Beppe Marotta è stato risparmiato. Dopo il match col Lecce, Conte ha lanciato una stoccata indiretta, riferendosi alle figure dirigenziali che “pensano di dare indirizzi” ma senza illudersi che gli altri siano “scemi”. Chiaro riferimento alle vecchie dinamiche con l’attuale presidente nerazzurro.
E persino Frank Anguissa, uno dei suoi fedelissimi e pilastri del centrocampo, ha subito una sfuriata in campo dopo un errore. «Che passaggio di me…», avrebbe urlato Conte, placato solo da un successivo “calma, calma”. Un piccolo caso che conferma il suo stile: zero sconti a nessuno, nemmeno ai migliori.
Nervosismo nonostante il primo posto
Paradossalmente, questo nervosismo arriva in un momento positivo per il Napoli: squadra in testa alla Serie A, Inter battuta, Lecce superato. Ma Conte vive ogni partita come fosse una finale, e non accetta cali, errori o calcoli. Lo stress non risparmia nessuno, nemmeno lui. E quando non trova nemici veri, se li crea. È il suo modo di tenere alto il livello competitivo, come faceva Mourinho, da cui ha forse ereditato più di un tratto comportamentale.
Il metodo Conte: guerra totale
Nel “pacchetto Conte” c’è tutto: leadership carismatica, metodi duri, linguaggio senza filtri. Per qualcuno è esagerato, per altri è esattamente quello che serve per vincere. Per lui, il potere logora anche chi ce l’ha, ma meglio logorarsi che abbassare la guardia. A Napoli ha imposto la sua linea: adrenalina continua, ambiente carico, squadra sempre sull’attenti.
E se qualcuno cerca un allenatore pacato e conciliatore, è meglio guardare altrove. Perché Antonio Conte non cambia. Nemmeno quando è in cima.
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