Il Napoli rallenta, ma non si arrende. I tre pareggi consecutivi – contro Verona, Milan e Parma – hanno segnato il passo degli azzurri in un gennaio carico di tensione, impegni ravvicinati e assenze pesanti. Antonio Conte, però, non abbassa la guardia e rilancia la sfida scudetto. La parola d’ordine è una sola: vietato mollare.
Contro il Parma, la squadra ha dominato nel possesso palla e nel numero di conclusioni, ma non è bastato. Le difficoltà nel trovare l’ultima giocata, la qualità negli ultimi metri e la lucidità mentale hanno pesato. Come accaduto già nella gara col Verona, il Napoli si è scontrato con un muro ben organizzato. Cuesta ha imbastito una prestazione difensiva perfetta, annullando ogni iniziativa sulle fasce e bloccando il gioco centrale. In porta, l’esordiente Rinaldi ha blindato il risultato.
Napoli, vietato mollare
Come sottolinea il Corriere dello Sport, il Napoli oggi paga l’assenza di energia, inventiva e cambi reali. Senza la possibilità di ruotare gli uomini, anche i leader tecnici ne risentono. David Neres, il talento più atteso, è rientrato solo nell’ultima mezz’ora e ha dovuto uscire di nuovo per un fastidio fisico. Le tante assenze – da Anguissa a Gilmour, passando per Meret, De Bruyne e Lukaku – hanno condizionato la prima parte del 2026 e costretto Conte a chiedere gli straordinari ai titolari. Il distacco dalla vetta si è allungato: l’Inter vola a +6, un margine che inizia a diventare significativo anche sul piano psicologico. Eppure, in casa Napoli nessuno si lascia andare allo scoramento. “Il campionato è lungo” ha ribadito Alessandro Buongiorno, mentre Rrahmani ha sottolineato la necessità di restare uniti e ritrovare concretezza.
Conte ha chiuso il girone d’andata con 39 punti, cinque in meno rispetto allo scorso anno. Anche nella scorsa stagione visse un passaggio difficile a inizio 2025, con tre pareggi consecutivi, in piena emergenza in corsia. Stavolta, però, le defezioni sono state più numerose e durature. Lo ha ricordato anche il presidente De Laurentiis, consapevole che senza una rosa profonda, affrontare 8 gare in 24 giorni è una montagna difficile da scalare.
Corsa scudetto: la sfida è soprattutto mentale
La sfida ora è soprattutto mentale. Conte lo sa, e come maestro nella gestione del gruppo punta a recuperare energie psicologiche oltre che fisiche. Sabato arriva il Sassuolo al Maradona: una gara da vincere per rilanciarsi. Poi la delicata trasferta europea a Copenaghen e lo scontro diretto con la Juventus dell’ex Spalletti. Mancano 18 giornate alla fine del campionato: è ancora tutto aperto. I sei punti di distanza non sono incolmabili, ma serviranno determinazione, qualità e il rientro degli uomini chiave.
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