McTominay: “Conte mi ha cambiato. A Napoli per molto tempo”

Sottotitolo: Il centrocampista scozzese racconta la sua trasformazione a Napoli: «Qui sono felice, potrei restare a lungo»

 Serio, diretto, senza fronzoli. Scott McTominay non tradisce l’immagine che lo accompagna dai tempi del Manchester United, quando José Mourinho lo definì «un uomo già a diciassette anni». Oggi, a 29 anni, è uno dei leader del Napoli di Antonio Conte. E le sue parole confermano la solidità del personaggio. «Prendo il mio lavoro estremamente sul serio perché è quello per cui sono pagato. I calciatori sono pagati tanto per allenarsi e giocare: se non sei serio in quelle due ore, non stai facendo bene. Il divertimento viene dopo. In campo io divento un altro».

L’amore per Napoli

L’inserimento è stato immediato. Sorprendente per qualcuno, naturale per lui. «Ammiro i tifosi e i napoletani. La loro attitudine è molto simile a quella di casa mia, riesco a relazionarmi facilmente. Amo questo luogo». Cosa in particolare? «Il clima, la gente accogliente, il cibo incredibile, la cultura. E la vista dal centro di Napoli è bellissima». Arrivato dal Manchester United il 30 agosto 2024, ha già messo insieme numeri importanti in azzurro: rendimento costante, leadership silenziosa, personalità.

«Conte è diverso da tutti»

Il passaggio chiave dell’intervista è il rapporto con Antonio Conte. «Ci alleniamo molto, lavoriamo duramente. Il lavoro che fai a porte chiuse emerge nelle partite. Conte è un grande allenatore, appassionato, conosce benissimo il calcio. È diverso da chiunque altro abbia avuto. Con lui devi dare il massimo, altrimenti hai un problema», ha detto al Corriere dello Sport. Un allenatore che lo ha trasformato anche tatticamente: «In Italia il calcio è diverso dalla Premier. Ho dovuto adattarmi velocemente: movimenti, smarcamenti, come diventare un problema nell’area avversaria, come difendere. È stata una grande curva di apprendimento e mi è piaciuta».

Critiche, simulazioni e mentalità

McTominay non si nasconde quando si parla di polemiche arbitrali e simulazioni. «Il calcio sta diventando troppo soft. Alcune decisioni sono eccessivamente morbide. Da ragazzino mi insegnavano a contrastare con forza e onestà. Ora il minimo tocco può portare a un giallo». Quanto alle critiche ricevute in passato: «Fanno parte del gioco. Non mi fanno perdere il sonno. L’unico giudizio che conta è quello dell’allenatore».

Futuro azzurro

Sulle voci di rinnovo è chiaro: «Il mio agente parla solo con me e con il club. Io sono estremamente felice qui. Potrei vedermi nel Napoli per molto tempo». Parole che rassicurano l’ambiente, così come la sua difesa pubblica del gruppo nei momenti difficili: «Difenderò sempre la squadra. Con tanti infortuni è difficile trovare equilibrio. Non è una scusa, è una spiegazione seria». La corsa al titolo non è chiusa, secondo lui: «Dobbiamo lavorare senza parlare troppo. Una partita alla volta».

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