Roberto Saviano saluta Papa Francesco con parole cariche di riconoscenza e ammirazione. In un messaggio diffuso dopo l’annuncio della morte del pontefice, lo scrittore ha voluto rendere omaggio a un uomo che, pur da capo della Chiesa, ha saputo parlare al cuore anche di chi credente non è, come lui stesso dichiara: “La mia è una gratitudine da ateo”.
Nel suo intervento, Saviano si sofferma su alcuni dei passaggi centrali dell’enciclica Fratelli Tutti, che definisce “un’eredità politica” da raccogliere e portare avanti: “Il diverso è un dono. La fraternità deve essere vissuta e organizzata”, cita, richiamando il pensiero di Francesco. “La vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro”, prosegue lo scrittore, sottolineando come il Papa abbia saputo rivalutare parole come carità, giustizia e verità in una prospettiva concreta, sociale e universale.
“La carità ha bisogno della luce della verità che continuamente cerchiamo”, scrive ancora Saviano, lodando l’impegno in favore dei migranti, dei detenuti, degli ultimi, e la ferma opposizione alla “politica reazionaria”, definita dallo scrittore come “l’orrore” contro cui Papa Francesco si è sempre battuto con parole nette e coraggiose.
“La politica non deve sottomettersi all’economia, e l’economia non deve sottomettersi ai dettami dell’efficienza”: anche questo, secondo Saviano, è uno dei lasciti più potenti del pontificato di Bergoglio, che ha saputo rompere schemi consolidati e sfidare logiche di potere, proponendo un modello etico alternativo e umano.
Un messaggio laico ma profondamente vicino al Vangelo sociale che ha animato l’intera azione di Papa Francesco, quello di Saviano, che chiude con un semplice ma sentito: “Addio Papa Francesco”.
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