Zazzaroni: “Conte aveva capito tutto, Allegri doveva chiedere rinforzi”

Il direttore del Corriere dello Sport analizza le scelte estive degli azzurri: l'addio di Conte sarebbe nato anche dalla consapevolezza dell'usura della rosa, mentre Allegri avrebbe dovuto chiedere due o tre innesti

Zazzaroni

Il mercato estivo del Napoli e il passaggio da Antonio Conte a Massimiliano Allegri tornano al centro del dibattito. A sollevare la questione è Ivan Zazzaroni, che nel proprio editoriale sul Corriere dello Sport propone una lettura precisa delle decisioni prese durante l’estate e delle possibili conseguenze sulla stagione degli azzurri.

Secondo il giornalista, Conte avrebbe compreso in anticipo il rischio di usura della squadra, arrivando alla conclusione che il proprio ciclo sulla panchina partenopea fosse terminato. Una valutazione che viene collegata anche alle prospettive del mercato e alla necessità, secondo questa analisi, di intervenire per rinnovare alcuni reparti.

Allegri, invece, avrebbe accettato di proseguire affidandosi soprattutto al gruppo già esistente e al lavoro costruito dal predecessore. Ed è proprio questa scelta che Zazzaroni mette in discussione: il nuovo tecnico avrebbe dovuto chiedere almeno due o tre rinforzi per aumentare le alternative e ridurre il peso sulle spalle dei titolari più utilizzati.

L’addio di Conte e la lettura di Zazzaroni

Antonio Conte aveva scelto di lasciare Napoli durante l’estate. Secondo quanto scritto da Zazzaroni, dietro quella decisione ci sarebbe stata una motivazione sportiva molto più profonda.

Il giornalista sottolinea come il tecnico avrebbe rinunciato a circa 20 milioni di euro lordi, considerando anche il proprio staff, interpretando questo elemento come un segnale della convinzione con cui sarebbe maturata la scelta.

Conte, nella lettura proposta dal direttore del Corriere dello Sport, avrebbe percepito il rischio che il gruppo fosse arrivato a un punto di forte logoramento dopo gli sforzi sostenuti.

Zazzaroni collega questa situazione alla mentalità estremamente competitiva dell’allenatore salentino, sostenendo che la volontà costante di vincere avrebbe spinto Conte a valutare con attenzione le possibilità concrete di continuare il proprio percorso a Napoli.

Il mercato diventa il punto centrale

Al centro dell’analisi c’è soprattutto quanto accaduto durante la campagna trasferimenti.

Il Napoli non avrebbe effettuato operazioni di particolare rilievo per rinnovare una rosa composta da diversi calciatori esperti. Secondo Zazzaroni, Conte avrebbe intuito anche che non sarebbe arrivata quella campagna di rafforzamento ritenuta necessaria per sostenere un’altra stagione ad alta intensità.

Da qui la decisione di interrompere il rapporto con il club.

Questa resta, naturalmente, l’interpretazione proposta dal giornalista. Zazzaroni arriva però a descrivere Conte come un allenatore capace di ottenere risultati superiori alle condizioni di partenza, ma non più disposto a dover ripetere continuamente imprese senza un adeguato sostegno dal mercato.

Allegri e la fiducia nella rosa del Napoli

La posizione di Massimiliano Allegri viene analizzata da una prospettiva completamente differente.

Secondo Zazzaroni, il tecnico avrebbe scelto ancora una volta un atteggiamento particolarmente vicino alle esigenze societarie, confidando innanzitutto nelle proprie capacità e nel valore del materiale tecnico già presente.

Allegri avrebbe inoltre puntato sulla mentalità lasciata in eredità da Conte e sulle qualità individuali dei giocatori più importanti.

Una scelta che, secondo l’editorialista, avrebbe però avuto un limite: non chiedere con sufficiente forza nuovi innesti durante il mercato.

Zazzaroni ritiene che Allegri avrebbe dovuto pretendere due o tre acquisti, capaci di garantire maggiore profondità alla rosa e soprattutto di alleggerire il carico accumulato dai calciatori maggiormente impiegati.

L’età dei titolari accende il dibattito

A sostegno della propria tesi, il giornalista richiama anche l’età di diversi protagonisti della formazione azzurra.

Tra i giocatori citati figurano Kevin De Bruyne, 35 anni, Leonardo Spinazzola, Giovanni Di Lorenzo e Matteo Politano, tutti a 33, oltre ad Amir Rrahmani e Stanislav Lobotka, entrambi a 32.

Nell’elenco compare anche Frank Anguissa, prossimo ai 31 anni.

Il punto dell’analisi non riguarda esclusivamente il dato anagrafico, ma soprattutto la quantità di energie richiesta nel corso di una stagione caratterizzata da numerosi impegni.

Secondo Zazzaroni, sette titolari avrebbero accumulato un chilometraggio importante e sarebbe quindi stato opportuno inserire nuovi calciatori capaci di garantire rotazioni senza ridurre il livello competitivo della squadra.

Due modi diversi di affrontare la stessa situazione

L’editoriale mette così a confronto due approcci.

Da una parte ci sarebbe Conte, che secondo questa ricostruzione avrebbe considerato indispensabile un rinnovamento della rosa e, non vedendone le condizioni, avrebbe preferito interrompere il proprio percorso.

Dall’altra Allegri, che avrebbe invece deciso di fidarsi della struttura esistente, della qualità dei singoli e del patrimonio mentale costruito durante la precedente gestione tecnica.

È proprio su questo secondo punto che si concentra la critica di Zazzaroni. L’errore attribuito ad Allegri non sarebbe quello di aver creduto nella squadra, quanto piuttosto di non aver insistito per ottenere alcune alternative aggiuntive.

Il Napoli e una rosa chiamata a reggere una lunga stagione

Le difficoltà incontrate dagli azzurri riaprono inevitabilmente il confronto sulle scelte effettuate in estate. La questione diventa ancora più significativa considerando la necessità di affrontare partite ravvicinate e competizioni ad alto livello.

La gestione delle energie rappresenta uno dei temi principali per Allegri, soprattutto per quei calciatori che costituiscono l’ossatura della formazione e che hanno un’età superiore ai trent’anni.

L’analisi di Zazzaroni parte dunque dall’addio di Conte per arrivare alle responsabilità attribuite all’attuale allenatore. Secondo il giornalista, il precedente tecnico avrebbe anticipato un problema che adesso rischia di diventare evidente: una squadra di qualità, ma sottoposta a un notevole carico e con la necessità di avere maggiori alternative.

Il giudizio finale resta netto: Conte avrebbe intuito per tempo il rischio di usura, mentre Allegri avrebbe dovuto utilizzare il proprio peso per ottenere due o tre rinforzi durante il mercato estivo. Una valutazione destinata ad alimentare il dibattito intorno alle strategie del Napoli e alle scelte compiute prima dell’inizio della stagione.

 

Redazione

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