Intervenuto per parlare a un convegno organizzato da Il Sole 24 Ore, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha provato a dare ancora una volta il suo punto di vista sui problemi del calcio attuale.
Le parole del presidente del Napoli
De Laurentiis ha spiegato subito che, per lui, il problema è vasto e complesso ma al tempo stesso semplice: il calcio va inteso come un’impresa, altrimenti non si va da nessuna parte. “Il mio modello è sempre stato il cinema. Di calcio non sapevo nulla, avevo solo giocato basket da bambino”. De Laurentiis ha poi chiarito per l’ennesima volta la questione dei diritti d’immagine e della partnership con Armani: “Ai calciatori chiediamo la stessa cosa che chiediamogli agli attori sulla cessione dei diritti. Chi non li voleva cedere non veniva al Napoli e le grosse compagnie foraggiavano i calciatori, quindi era una lotta. A un certo punto non ho avuto più la voglia di lavorare in un certo modo e ho contattato Giorgio Armani per chiedergli di prestarmi il marchio. L’anno prossimo probabilmente triplicheremo il fatturato che facevamo con Kappa”.
Il presidente del Napoli ha poi parlato della questione di diritti televisivi, citando apertamente anche Sky: “Mi chiedevo spesso perché dobbiamo andare da Sky, sono giovani e nascono dal cinema. Stanno chiudendo peraltro, in Germania per esempio l’hanno fatto. L’amministratore delegato proponeva l’idea di comprarla ma io sno abituato a fare contenuti, non contenitori”.
Il parere sugli stadi
Infine, De Laurentiis ha toccato anche un tema sempre caldo come quello degli stadi: “Devono dare redditività se aperti tutti giorni, non per 20 partite. Il nostro è il Paese più bello del mondo ma pure quello più ingessato, perché molti vogliono fare presa piuttosto che impresa”. Altre parole del presidente azzurro. Che, probabilmente, in qualche maniera finiranno per far discutere, come spesso avviene.
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