Come annunciato abbastanza sorprendentemente dal Napoli e dal presidente De Laurentiis ieri sera, il nuovo allenatore della squadra sarà Rudi Garcia. Il francese ha diviso i tifosi del Napoli sui social. C’è chi lo ritiene un passo indietro rispetto a Spalletti e che invece immagina che il tecnico possa fare bene in azzurro come già fatto in altre piazze. La carriera dell’allenatore francese gli ha regalato, come prevedibile, gioie e dolori e lo stesso Garcia cercherà di mettere a disposizione del Napoli tutti gli insegnamenti raccolti finora.
L’inizio di carriera e le vittorie con il Lille
Rudi Garcia inizia la sua carriera al Saint-Etienne, club che allena soltanto per 16 gare collezionando una media punti per partita di 1,19, ancora oggi la sua media più bassa. La seconda avventura e quella al Dijon, club che Garcia allenerà per 132 partite ufficiali. In questo caso la media punti si alza, arrivando a 1,55. Dopo una parentesi relativamente breve al Le Mans (44 partite, 1,48 PPP), Garcia diventa tecnico del Lille e apre quello che, almeno per ora, resta il capitolo più vincente della sua carriera.
Proprio con il Lille infatti Garcia vince la Ligue 1 e la Coppa di Francia, finora gli unici trofei portati a casa nella carriera da allenatore. La sua avventura al Lille si conclude dopo 256 partite e una media punti per gara di 1,77. Dopo le vittorie con il club transalpino arriva la prima avventura estera per lui, in Italia.
L’avventura agrodolce alla Roma
Lo vuole infatti la Roma, desiderosa di rilanciarsi dopo anni non semplicissimi. Garcia resta nella capitale per quasi 3 stagioni, finendo esonerato a metà della terza (ironicamente proprio in favore di Spalletti). Questo dopo aver ottenuto 2 secondi posti in campionato e il record di punti del club in Serie A (85, battuto sempre da Luciano Spalletti successivamente). In totale, Garcia raccoglie con la Roma 61 vittorie, 35 pareggi e 22 sconfitte in 118 partite, con una media PPP di 1,84, cioè la terza media punti per gara più alta della sua carriera nonché la migliore fino a quel momento.
Nell’avventura alla Roma Garcia si propose come un abile motivatore ma anche un bravo allenatore, che faceva giocare bene la sua squadra, nonché come un intrattenente comunicatore che spesso non si sottraeva alle polemiche, affrontandole però sempre con una certa classe e mai con volgarità.
Il ritorno in Francia e gli anni recenti
Dopo l’esonero alla Roma Garcia torna in Francia, prima al Marsiglia e poi al Lione. Con il primo club collezionerà 142 partite ufficiali e una media punti di 1,68, vantando anche una finale di Europa League. Con la seconda squadra in 78 partite raccoglie una media punti a gara di 1,88. Nell’avventura biennale al Lione, tra le altre cose, Garcia raggiungerà sia la finale di Coppa di Francia che, soprattutto, la semifinale di Champions League, battendo a sorpresa sia la Juventus di Sarri che il Manchester City di Guardiola agli ottavi e ai quarti di finale, venendo fermato soltanto dal Bayern Monaco (poi vincitore del torneo) in semfinale.
L’ultima avventura in ordine cronologico è quella all’Al-Nassr, la squadra in cui milita tuttora Cristiano Ronaldo. Nonostante l’avventura duri pochissimo (appena 26 partite) a causa del cattivo rapporto con la rosa, che porterà allo scioglimento del contratto, Garcia genera la sua migliore media punti a partita, con un altissimo 2,27.
I moduli utilizzati da Rudi Garcia
La scelta di Rudi Garcia come allenatore del Napoli è una scelta fatta soprattutto per una continuità tecnico-tattica. Il calcio di Garcia infatti è ragionato, votato al possesso palla ma anche alle verticalizzazioni verso gli attaccanti, con una difesa alta e un pressing molto corposo. Si sta cercando quindi di seguire la strada dettata da Spalletti, anche in fatto di modulo.
I più utilizzati da Garcia in carriera sono gli stessi di Spalletti, cioè il 4-2-3-1 in prima battuta e il 4-3-3 in seconda battuta. Vedremo se, come fatto dall’ex tecnico di Udinese e Inter, anche Garcia andrà a prediligere il secondo schema. Probabilmente il Napoli ripartirà sempre dal 4-3-3, per poi cambiare modulo in corsa o in base alle partite e gli avversari.
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