Si è consumata una rottura definitiva tra l’Inter e Antonio Conte, ex allenatore nerazzurro oggi al Napoli. Dopo il teso post-partita del Maradona, il club di Viale della Liberazione ha reagito con irritazione non solo all’episodio arbitrale contestato, ma soprattutto alle dichiarazioni incendiarie rilasciate dal tecnico campano. In un clima già carico di tensione, le parole di Conte sono state considerate dai vertici interisti “fuori luogo e inaccettabili”, alimentando una frattura mai davvero ricucita dopo la burrascosa separazione del 2021.
Il rigore assegnato al Napoli — poi riconosciuto come un errore anche dall’AIA — ha già creato forti malumori, ma a infastidire ancora di più la dirigenza nerazzurra sono stati i riferimenti diretti a figure centrali del club, da Marotta a Chivu. Il primo, criticato da Conte per essere intervenuto pubblicamente, sarebbe stato “colpevole” di sminuire l’allenatore in carica. Il secondo, pur restando fuori dalle polemiche, è stato tirato in ballo indirettamente come esempio di comportamento diverso.
Conte ha replicato con durezza, affermando che lui, al posto dell’attuale tecnico interista, non avrebbe mai permesso un simile intervento da parte del presidente o dei dirigenti. “Io mi sono sempre difeso da solo”, ha sottolineato davanti alle telecamere. Un’affermazione che ha lasciato strascichi anche per un altro motivo: in casa Inter non si dimenticano gli sfoghi dell’ex tecnico durante la sua gestione, da Dortmund a San Siro, in cui spesso chiedeva pubblicamente il sostegno della società in momenti critici.
Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, la tensione affonda le radici in un rapporto mai del tutto pacificato. Conte ha lasciato l’Inter a maggio 2021 dopo aver conquistato uno scudetto atteso da oltre un decennio, ma la decisione fu accompagnata da forti contrasti sul futuro del club e una buonuscita milionaria da 7 milioni netti. L’allenatore riteneva che, a causa delle difficoltà economiche del gruppo Suning, il progetto tecnico fosse destinato al ridimensionamento. I fatti, però, hanno smentito questa visione: l’Inter ha mantenuto competitività, ha raggiunto una finale di Champions con Simone Inzaghi e, pur con budget inferiori, è rimasta tra le protagoniste del calcio italiano ed europeo.
Nonostante ciò, sabato sera Conte ha nuovamente toccato un nervo scoperto, affermando che l’Inter, essendo la rosa più forte del campionato, “avrebbe potuto vincere di più negli ultimi quattro anni”. Un’allusione interpretata come un attacco velato proprio al lavoro di Inzaghi, che ha sì vinto in Europa e portato a casa due Coppe Italia, ma non ha replicato il successo nazionale del suo predecessore.
Ora il rapporto tra Conte e il club appare compromesso definitivamente, e la sfida per il titolo rischia di infiammare ulteriormente un confronto già aspro. L’Inter vede nell’ex allenatore un avversario strategico, oltre che tecnico: un uomo capace di polarizzare il dibattito e usare ogni parola come strumento tattico, anche fuori dal campo. D’altro canto, Conte sembra voler rivendicare il proprio ruolo nella crescita del club, pur criticando aspramente la gestione attuale.
La rivalità, mai sopita, è tornata ad ardere e potrebbe scrivere nuovi capitoli nei prossimi mesi, in una corsa scudetto che si annuncia combattuta anche dal punto di vista comunicativo. La tregua tra le parti, se mai c’è stata, è ormai alle spalle.
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🐑🐑🐑👏il sig. Contee il giocatorino argentino dopo aver fatto i 🐖e comodi loro in campo quando vengono squalificati…..come si vede,si può fare e dire ciò che si vuole…vergogna🐑🐑🐑😂🤣🤣😂😭😭😭😭
Non si danno.pace x aver perso!Fatevene una ragione!Non si può vincere sempre!🤣