Si apre un nuovo fronte in casa Napoli, dove la gestione di Romelu Lukaku diventa un caso. L’attaccante belga ha deciso di non rientrare a Castel Volturno, scegliendo invece di proseguire il proprio programma di allenamento ad Anversa dopo aver rinunciato agli impegni con la nazionale. Una decisione autonoma che non è stata accolta positivamente dal club partenopeo. La società e Antonio Conte si aspettavano il rientro immediato del giocatore, soprattutto dopo la comunicazione ufficiale della federazione belga che parlava di una scelta legata alla preparazione fisica. Invece, Lukaku ha optato per un percorso personalizzato in Belgio, nello stesso centro dove aveva già svolto la riabilitazione dopo l’infortunio.
Napoli, scoppia il caso Lukaku
Il risultato è stato immediato: irritazione a Castel Volturno e una multa ormai inevitabile. Il club considera lo “strappo” significativo, anche se non si parla ancora di rottura definitiva. I contatti tra le parti sono già avviati: il direttore sportivo Manna ha avuto un confronto diretto con il giocatore e il suo agente Federico Pastorello, ma la situazione resta in evoluzione. Secondo le ultime indicazioni, Lukaku dovrebbe restare in Belgio almeno fino alla fine della prossima settimana, ritardando ulteriormente il rientro in Italia. Una scelta che complica i piani tecnici in vista della ripresa del campionato e, soprattutto, del decisivo scontro con il Milan.
Dal Belgio, il direttore tecnico Vincent Mannaert ha provato a spiegare la posizione del calciatore: nessun problema fisico, ma la volontà di gestire al meglio la condizione in vista del finale di stagione e del Mondiale. Tuttavia, questa linea non coincide con quella del Napoli, che riteneva fondamentale svolgere il lavoro sotto la supervisione dello staff tecnico. Il contesto rende il caso ancora più delicato. Lukaku sta vivendo una stagione complicata, segnata da un lungo stop per infortunio e da un rendimento limitato al rientro. Dopo cinque mesi di assenza, il ritorno in campo a gennaio non ha prodotto continuità: un solo gol, segnato contro il Verona, e minutaggi ridotti nelle ultime uscite.
A questo si aggiunge l’assenza prevista per il big match contro il Milan del 6 aprile, snodo cruciale nella corsa alle posizioni di vertice. Il momento, dunque, amplifica il peso della decisione del giocatore, che arriva in una fase chiave della stagione.
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