Napoli, l’attacco non decolla: più tiri ma occasioni meno pericolose

Sette gol e 7,18 expected goals nelle prime cinque giornate: la squadra di Allegri conclude più della scorsa stagione, ma deve migliorare la qualità delle opportunità costruite negli ultimi metri

hojlund

Il problema offensivo del Napoli non sembra essere la quantità delle conclusioni, quanto la loro qualità. I numeri delle prime cinque giornate di campionato evidenziano un dato apparentemente positivo: la squadra di Massimiliano Allegri tira più spesso rispetto alla passata stagione. A questo aumento, però, non corrisponde una crescita della pericolosità delle occasioni.

Il pareggio per 1-1 sul campo della Fiorentina ha nuovamente evidenziato la questione. Il Napoli è riuscito a trovare la rete e ha avuto situazioni potenzialmente favorevoli per indirizzare diversamente la partita, senza però trasformarle in opportunità sufficientemente nitide.

Il bilancio complessivo parla di sette reti segnate nelle prime cinque giornate, accompagnate da 7,18 expected goals. La vicinanza tra i due valori suggerisce che la difficoltà principale non risieda esclusivamente nella finalizzazione: gli azzurri stanno segnando sostanzialmente quanto indicato dalla qualità delle occasioni prodotte.

Napoli, 13,8 conclusioni di media non bastano

Come sottolinea il Corriere dello Sport, il confronto con la scorsa stagione permette di comprendere meglio la situazione.

Il Napoli aveva concluso il campionato precedente con 58 reti segnate a fronte di 51,38 xG, riuscendo quindi a realizzare quasi sette gol in più rispetto alla produzione offensiva attesa.

La media era di 13,2 conclusioni per partita.

Nelle prime cinque giornate del nuovo campionato il dato è addirittura aumentato: gli azzurri effettuano mediamente 13,8 tiri per gara.

La quantità, dunque, non manca.

La differenza emerge analizzando il valore delle singole occasioni. Una parte consistente delle conclusioni arriva infatti da situazioni meno favorevoli, mentre il Napoli incontra maggiori difficoltà nel costruire opportunità vicino alla porta.

Tirare maggiormente non significa necessariamente creare di più, soprattutto quando aumentano le conclusioni dalla distanza o da posizioni nelle quali la probabilità di segnare è inferiore.

Gli expected goals spiegano il problema

I 7,18 xG accumulati dopo cinque giornate forniscono una chiave di lettura importante.

Con sette reti realizzate, il Napoli non presenta al momento una grande differenza negativa tra gol effettivi e gol attesi. In altre parole, la squadra sta convertendo in reti una quantità di occasioni sostanzialmente coerente con quanto costruisce.

Per aumentare sensibilmente il numero dei gol, quindi, non basta chiedere agli attaccanti maggiore precisione.

Occorre migliorare ciò che accade prima della conclusione.

Il Napoli deve riuscire ad arrivare più frequentemente dentro l’area in condizioni favorevoli, liberando i propri uomini offensivi attraverso combinazioni, inserimenti e passaggi capaci di eliminare una parte della pressione difensiva.

È qui che Allegri dovrà cercare margini di crescita durante il lavoro quotidiano.

L’occasione di Anguissa contro l’Inter

Una delle situazioni che mostrano quanto possano pesare le occasioni ad alta probabilità è arrivata contro l’Inter.

Sul risultato di 2-2, Frank Anguissa si è trovato davanti a una possibilità valutata 0,93 xG. Una chance, dunque, con una probabilità statistica estremamente elevata di trasformarsi in gol.

Il centrocampista non è riuscito a concretizzarla.

L’errore può naturalmente capitare, ma assume un peso maggiore quando una squadra costruisce poche opportunità di quella qualità nell’arco dei novanta minuti.

Se le grandi occasioni sono limitate, ogni errore davanti alla porta diventa molto più costoso.

È una dinamica differente rispetto a quella di una squadra capace di produrre continuamente opportunità ad alta percentuale, compensando così una conclusione sbagliata con diverse possibilità successive.

Allegri vuole un Napoli più efficace negli ultimi metri

Il tema della concretezza richiamato più volte da Allegri non riguarda quindi solamente la determinazione.

La cosiddetta cattiveria offensiva passa anche attraverso decisioni tecniche precise: scegliere rapidamente il passaggio corretto, riconoscere un movimento del compagno, attaccare la profondità nel momento giusto oppure rinunciare a una conclusione complicata quando esiste una soluzione migliore.

L’ultima scelta può determinare la differenza tra un semplice tiro registrato nelle statistiche e una vera occasione da gol.

Il Napoli deve aumentare soprattutto queste ultime.

La qualità individuale permette agli azzurri di trovare la rete anche attraverso conclusioni difficili, ma affidarsi prevalentemente alle giocate dei singoli rende più complicato mantenere una produzione offensiva costante.

Anche a Firenze è mancato il colpo decisivo

La partita contro la Fiorentina ha riproposto una dinamica già osservata.

Gli azzurri sono riusciti a passare in vantaggio e hanno trovato condizioni nelle quali avrebbero potuto mettere ulteriormente in difficoltà gli avversari. Non è però arrivata la giocata necessaria per aumentare il margine.

Il risultato è rimasto aperto e la Fiorentina è riuscita successivamente a raggiungere il pareggio.

Per chiudere partite di questo tipo, il Napoli deve trasformare le situazioni potenzialmente pericolose in occasioni reali, arrivando alla conclusione da posizioni più favorevoli.

È un passaggio fondamentale anche per alleggerire la pressione sulla fase difensiva: aumentare il vantaggio quando esistono le condizioni per farlo consente infatti di gestire diversamente il resto della gara.

Il Napoli deve arrivare meglio al tiro

La percentuale realizzativa del 15,8% registrata nella passata stagione mostrava una squadra particolarmente efficace nel dare valore alle proprie conclusioni.

Il dato attuale dei tiri, salito da 13,2 a 13,8 per partita, racconta invece soltanto una parte della storia.

La vera sfida per Allegri sarà migliorare ciò che accade dentro quei 13,8 tentativi medi, aumentando il numero delle conclusioni effettuate dal cuore dell’area e riducendo quelle forzate da zone meno favorevoli.

Sette gol nelle prime cinque giornate non rappresentano un rendimento disastroso, ma indicano chiaramente dove esistano margini di crescita.

Il Napoli non deve necessariamente calciare più spesso. Deve creare le condizioni per calciare meglio, da più vicino e con meno avversari tra il pallone e la porta. È soprattutto dalla qualità dell’ultima scelta che può passare il salto offensivo della squadra di Allegri.

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi siamoilnapoli.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

favasuli
L'agente Mario Giuffredi sottolinea la fiducia concessa dal tecnico del Napoli all'esterno arrivato dalla Serie...
Allegri Italiano
Il tecnico non avrebbe gradito l'atteggiamento mostrato contro la Fiorentina e avrebbe manifestato il proprio...
PRIMA PAGINA
Le prime pagine dei quotidiani sportivi raccontano tensioni bianconere, il confronto sul Var e gli...

Altre notizie