Renica: “Quella volta che feci un occhio nero a Maradona! Famiglia e calcio mi hanno salvato dalla droga”

Alessandro Renica
Alessandro Renica

Nel corso della trasmissione sportiva “Legends – Ci vediamo a Napoli”, l’ex difensore azzurro Alessandro Renica ha preso il treno dei ricordi per raccontare un po’ meglio la sua vita e le sliding doors che lo hanno portato a diventare Campione d’Italia con il Napoli e non solo.

Il rapporto con Maradona e l’aneddoto sull’occhio nero

Nella lunga anteprima della trasmissione, Renica ha parlato innanzitutto dei suoi inizi: “Mi resi conto che potevo avere delle chance di emergere quando fui eletto miglior giovane al Torneo di Viareggio. Io vivevo in un quartiere difficile, girava molta droga. La mia famiglia e il calcio mi hanno evitato di frequentare ambienti molto pericolosi“. Renica ha poi dedicato un pensiero a Gianluca Vialli, di recente scomparso: “Era un uomo stupendo, provo molta tristezza perché in quest’anno terribile ci hanno lasciato lui e Mihajlovic. Vialli era elegante, signorile e umile fuori dala normalità, era un leader in campo e fuori come Maradona“.

A proposito del Pibe de Oro, Renica ha parlato del suo rapporto con l’argentino, spiegando come tutti lo ricordino con parole amorevoli perché era una persona disponibile. “Io più che di Maradona, parlo sempre di Diego. Non potevi non amarlo perché era di una bontà e di un’umiltà incredibili, qualità che mai avevo riscontrato in altri campioni”. Proprio su Maradona Renica racconta un aneddoto curioso: “Una volta gli feci un occhio nero in allenamento. In una partitina prima di Juventus-Napoli giocavamo contro, lui entrò in area per intercettare un pallone di testa e io lo colpii con l’intento di rinviare la palla a mezz’altezza. Stavo per svenire perché l’avevo messo KO, avevo paura anche ci fosse un danno permanente: quella notte feci fatica a dormire”.

Il gol contro la Juventus e la risposta a Cassano

Per Renica, inoltre, “vincere a Napoli regala l’eternità, sembra che non siamo mai andati via da qui. Siamo ancora amati a distanza di tempo e questa sensazione la concede solo Napoli”. L’ex difensore è anche il protagonista di un gol storico per il club, quello contro la Juventus in Coppa UEFA nella gara di ritorno dei quarti di finale: “All’andata avevamo perso 2-0, al ritorno la mettemmo sul binario giusto. Maradona uscì, dovevamo andare ai rigori ma ci fu uno spunto di Careca che fece un’azione stupenda e io segnai di testa. Mai vista una bolgia del genere in vita mia, tant’è che un tifoso mi disse che il mio gol aveva fatto battere il cuore a 4 milioni di tifosi all’unisono“.

Infine, Renica ha voluto lanciare una stilettata ad Antonio Cassano, che aveva definito quel Napoli maradoniano una squadra di scappati di casa, vincente solo grazie a Diego: “Di solito parlo delle persone che mi interessano e onestamente non mi interessa commentare ciò che fa o dice una persona come lui”.

Redazione

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