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Husain: l’equivoco tattico di Zeman e i litigi con De Canio

Husain: l'equivoco tattico di Zeman e i litigi con De Canio. Altro appuntamento con i giocatori del passato azzurro

Husain
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Continuiamo il nostro viaggio nel passato dei calciatori del Napoli parlando di Claudio Daniel Husain, uno dei tanti argentini che hanno vestito la casacca azzurra senza però un rendimento stellare. Anzi, parliamo di un calciatore che ha lasciato un’impronta meno marcata di quanto si potesse aspettare. Questo centrocampista nato nel 1974 ha trascorso alcune stagioni turbolente al Napoli, caratterizzate da alti e bassi.

La storia di Husain al Napoli

La sua carriera iniziò brillantemente in Argentina, dove giocò con il Velez Sarsfield prima di un passaggio inizialmente poco significativo al River Plate. Il suo trasferimento al Napoli, con un costo record di 15 miliardi di lire dell’epoca, avrebbe dovuto segnare l’inizio di un’era gloriosa sia per lui che per la squadra. Husain si distingueva per la sua capacità di unire tecnica e forza fisica, qualità che gli valsero il soprannome di “El Picapietre”. In patria, peraltro, era già conosciuto come “El Turco”, per via dei tratti somatici. Nonostante questo, la sua presenza nella squadra non fu così impattante come previsto. Anzi, il club retrocesse in cadetteria.

Sfortunatamente, la sua carriera a Napoli fu segnata da divergenze con gli allenatori, in particolare con l’ex tecnico azzurro De Canio, che portarono a un temporaneo ritorno al River Plate. Il suo secondo periodo a Napoli non migliorò di molto le cose, concludendosi nel 2003 dopo una somma di 44 partite totali con gli azzurri. Queste furono caratterizzate da un unico gol, segnato contro il Lanciano in Coppa Italia, e un assist contro la Lazio. In campo si fece notare anche per il suo temperamento, accumulando 18 cartellini, tra cui 17 gialli e un rosso.

Husain oggi

Oggi, Husain è un noto opinionista sportivo in Argentina. In molte interviste ha espresso la sua delusione per come si sono svolti gli eventi a Napoli. Attribuendo la maggior parte dei problemi a decisioni discutibili di allenatori e dirigenti, piuttosto che a sé stesso. Husain infatti si è lamentato spesso di come Zeman lo facesse giocare mezzala e non centrocampista centrale. L’argentino ha spesso ricordato anche i contrasti con De Canio, ex allenatore azzurro in Serie B. La sua storia è un esempio di come il talento e le aspettative non sempre si traducano in successo sul campo, un amaro promemoria della natura imprevedibile del calcio.

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