Mauro Meluso, noto per la sua esperienza come direttore sportivo in diverse squadre italiane, tra cui il Napoli, è stato ospite del programma radiofonico “1 Football Club”. Durante l’intervista, condotta da Luca Cerchione su 1 Station Radio, Meluso ha parlato del suo tempo trascorso con i partenopei, offrendo uno sguardo interno sul suo lavoro e sulle dinamiche che hanno caratterizzato il suo periodo al club: “Ho avuto una grande opportunità, e ringrazierò a vita il presidente. Personalmente sono riconoscente a De Laurentiis: l’annata è stata decisamente negativa e si è deciso comunemente di non proseguire”.
Chi è, ad oggi, l’attaccante più decisivo in Serie A?
“Sono passate appena tre partite e non possiamo fare consuntivi, però il ‘nostro’ – perché mi sento ancora appartenere a questa realtà – Kvara sarà ancora decisivo, è in grande spolvero. Anche Bonny del Parma può essere determinante. E poi i soliti: Morata, Lukaku, Vlahovic, Thuram, questi sono quelli che, sulla carta, possono essere importanti. Ma insisto su Bonny perché lo seguivo anche l’anno scorso. Inoltre, Dovbyk della Roma non mi fa impazzire, non lo ritengo adatto al nostro campionato: credo ci metta un po’ di più per adattarsi. Le nostre difese sono forti, non sarà facile per lui”.
Il direttore Meluso, inoltre, dice la sua sul calciomercato in generale:
“C’è da fare i complimenti a Giuntoli e Thiago Motta perché la Juve ha fatto un buon mercato. Anche il Parma ha fatto un buon mercato, Pecchia e Pedersoli hanno messo su una bella squadra giovane: in questi anni, hanno speso una marea di soldi. Quando ero a La Spezia, tre anni fa, il Parma retrocesso aveva speso ottanta milioni ed era retrocesso, noi invece ci salvammo con appena tre milioni investiti. La loro società è stata brava a tenere botta e ora hanno una squadra piena di giovani talenti che, oggi, hanno dimostrato per avere le qualità di rimanere in serie A. Non si sono fatti prendere dal nervosismo e dalle preoccupazioni della piazza”.
Dovbyk è stato monitorato dal Napoli?
“Abbiamo guardato tutto il mondo. Anche lui. L’ho visto più volte. Purtroppo in video, perché ci siamo mossi poco. L’anno scorso avrò visto una ventina di campionati, insieme a Micheli e Mantovani. È un modo di lavorare tipicamente italiano quello di avere più osservatori e a Napoli ci sono grandi professionisti”.
Fabio Pecchia interessava al Napoli?
“Non posso dirlo, non è corretto. Posso dire che Pecchia ha fatto dei lavori straordinari fra Cremona e Parma e bisogna dargli atto che è cresciuto tanto dopo aver fatto da secondo a Benitez. C’è molto di suo in questa squadra che mi ha stupito molto. Ci sono delle situazioni che non le improvvisi, le studi, e l’allenatore sta valorizzando i giocatori”.
Fra i tanti acquisti del Napoli di questa stagione qual è il migliore?
“La permanenza di Kvara è tanta roba!Un giocatore di quel livello, dopo un’annata disgraziata, non gioca in Europa, non è un fattore da dare per scontato. Anche i giocatori che sono arrivati che sanno di non fare le coppe. Buongiorno è un giocatore di grande livello, che poteva ambire ad una squadra che giocava le coppe. Però hanno scelto di puntare a ritornare in Champions”.
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