Napoli, a Verona l’11 più vecchio degli ultimi 70 anni di Serie A

Un dato significativo che evidenzia come il progetto attuale sia fortemente orientato all'immediato

napoli juventus

Il Napoli di Antonio Conte sta prendendo forma seguendo la filosofia del tecnico salentino, puntando su esperienza e pragmatismo per cercare di vincere nel breve termine. La strategia adottata si riflette chiaramente nelle scelte di formazione e nella composizione della rosa.

L’11 più anziano degli ultimi 70 anni in Serie A

Secondo un’analisi riportata dal giornalista Giuseppe Pastore nel podcast Cronache di Spogliatoio, il Napoli sceso in campo contro il Verona ha registrato un record storico. Con un’età media di 30,4 anni, quella formazione è stata la più “vecchia” schierata dagli azzurri negli ultimi settant’anni di Serie A. Un dato significativo che evidenzia come il progetto attuale sia fortemente orientato all’immediato, piuttosto che a una costruzione di lungo termine. La presenza di ben sette giocatori sopra i 30 anni e un elemento “giovane” come il portiere Meret, di 28 anni, sottolinea l’intento di creare una squadra di giocatori esperti, capaci di gestire la pressione delle competizioni di alto livello.

Il pragmatismo di Conte: una squadra da vittoria immediata

Antonio Conte, noto per il suo approccio pragmatico, sembra aver definito una chiara linea guida: puntare su calciatori pronti, lasciando meno spazio ai giovani da sviluppare. Questo è evidente nelle scelte recenti, come l’esclusione di Giacomo Raspadori dall’undici titolare nella sfida contro il Verona. Con i suoi 25 anni, Raspadori è stato considerato “troppo giovane” per essere una pedina centrale in un progetto che mira a vincere subito, come sottolineato ironicamente da Pastore durante il podcast.

Una strategia rischiosa ma ambiziosa

L’approccio di Conte al Napoli si distanzia dai tradizionali progetti di crescita graduale basati sull’inserimento di giovani talenti. In questo caso, l’obiettivo è chiaramente costruire un “instant team”, capace di competere per i titoli senza la necessità di un lungo periodo di transizione. Tuttavia, questa filosofia comporta dei rischi: una rosa dall’età media elevata può essere meno sostenibile nel lungo periodo e più soggetta a cali fisici.

Redazione

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