A Napoli è scoppiata la “Raspadori-mania”. L’attaccante azzurro, spesso considerato un jolly offensivo, sta vivendo una fase di grande crescita sotto la guida di Antonio Conte, dimostrando di poter essere una pedina fondamentale nel nuovo 3-5-2 adottato dal tecnico. Lo riporta la Gazzetta dello Sport.
Un ruolo in evoluzione: Raspadori tra falso nove e seconda punta
Se in passato il suo impiego è stato oggetto di dibattiti e incertezze, con De Zerbi che lo vedeva come un centravanti mobile, Spalletti che lo ha utilizzato come attaccante versatile in Nazionale e Conte che ora lo schiera alle spalle di Lukaku, oggi Raspadori sembra aver trovato la sua dimensione. E i risultati si vedono: tre gol nelle ultime quattro partite, segnati con la consueta eleganza e un repertorio tecnico completo, capace di colpire con entrambi i piedi, come dimostrato nelle sfide contro Como, Venezia e Fiorentina.
Da possibile addio a uomo chiave per Conte
A gennaio, il suo futuro sembrava in bilico. La Juventus e il Marsiglia di De Zerbi lo avevano sondato, ma Napoli ha deciso di puntare su di lui, e la scelta si sta rivelando vincente. Dopo mesi di impiego ridotto, dal match con la Lazio all’Olimpico in poi, ha accumulato 344 minuti in campo, più dei 310 totali delle precedenti 24 giornate.
Numeri in crescita, ora l’obiettivo è la doppia cifra
Nel 2021-2022, con il Sassuolo di Dionisi, Raspadori ha raggiunto la doppia cifra in campionato. Da allora, il bottino realizzativo è stato più contenuto, con un massimo di sei reti a stagione. Ora è a quota quattro, ma il rendimento recente fa ben sperare. Conte lo ha ribadito alla vigilia del match con la Fiorentina: “Guardate quanti gol hanno nelle corde i nostri attaccanti”. E Raspadori ha risposto con i fatti, proiettandosi verso un finale di stagione da protagonista.
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